È già in atto la ripresa. Con insulti, polemiche e rissa

Al primo apparire di uno spiraglio di chiarore nella cappa oppressiva dell’emergenza virus, la questione della “ripresa” o “ripartenza” si affacciò e se ne manifestarono le difficoltà anche gravi.
Difficoltà? Forse occorrerebbe un termine più grave e più tagliente e tale, magari, da far incazzare Conte che del resto lo fa facilmente.
Il danno dell’epidemia del resto è sicuramente ed obiettivamente grave e non facilmente riparabile.
Ci sono tra e più gravi conseguenze quelle determinate proprio dalle misure antivirus. I danni alle istituzioni sono quelli più rilevanti e certo meno facilmente rimediabili.
Si può dire che il sistema regionale sarà chiaramente colpito e ridotto in brandelli e tutto l’apparato pubblico del nostro Paese ne risentirà le conseguenze avendone ricevuto uno scossone che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Così si dovrebbe forse dire che il sistema regionale non ha più razionalità e ragion d’essere che del resto sono sempre stati oscillanti.
Ora c’è a adottare misure vere e tali che richiederanno sforzi enormi per le malandate condizioni economiche del Paese.
La ripresa comporterà intanto si ritorni allo stile che i governi populisti avevano imposto al Paese e Governo “diventerà” sicuramente termine tale da indicare l’arena di combattimenti accaniti delle Forze che il governo dovrebbero sostenere.
Pare che questo sistema dovremo sopportarlo, grazie anche al virus, fino alla fine della Legislatura.
Qualcosa di ciò del resto sembra inevitabile ed è chiaro quindi che la crisi del virus non potrà lasciarci in condizioni migliori di quelle in cui ha trovato il Paese.
Torneremo, anzi già abbiamo cominciato a tornarci, alle espressioni forti ed alla manifesta mancanza di fiducia reciproca delle parti interne della Maggioranza. Non parliamo poi dei rapporti anche formali con l’Opposizione.
Questo certamente è qualcosa che la cosiddetta ripresa non farà venir meno né certo migliorerà.
Per il resto chi vivrà, vedrà e ancora una volta dobbiamo ricordarlo a noi stessi ed agli altri, non sarà certo un bel dovere.