Sinistra e destra non pensano al Paese. Occorre Draghi

Il governo perde tempo, non sa cosa fare, litiga su assurde questioni ideologiche. Prende tempo nominando commissioni di esperti in tutti i campi dello scibile umano, che per licenziare un piano di ricostruzione dovranno tenere conto del contributo di tutti i 200/300 partecipanti. Il che vuol dire non fare nulla o tenere conto di tutti quei lacci, lacciuoli, che impediscono ai cantieri di partire, di costruire leggi, circolari, partendo dal presupposto negativo che le imprese sono corrotte e che occorre imbrigliare tutto, in modo che la delinquenza organizzata non entri in gioco.
Non occorrono esperti del tutto, o super esperti del particolare, per ricostruire un paese che ha bisogno di scelte immediate sulla liquidità e di un piano di investimenti pubblici e privati che parta dall’ immediato pagamento dei debiti che lo stato ha con le imprese fornitrici di servizi o di lavori eseguiti e che lo stato non riusciva a pagare dentro ai vincoli di bilancio. I vincoli del rispetto del debito non esistono e quindi che si aspetta?
Questo governo non riesce a fare arrivare alle imprese la liquidità perché si preoccupa non di affrontare un periodo di elevato indebitamento pubblico, come ha detto Draghi al Financial Time ma di non alterare troppo questo debito imbrigliando in procedimenti burocratici il meccanismo di erogazione della liquidità.
Era così difficile usare un sistema che consentisse alla banche di superare le leggi bancarie dell’istruttoria lunga che rischia di ritardare tutto? Bastava dire alle banche che lo stato garantiva tutti i finanziamenti al 100% e le banche concedevano immediatamente la liquidità. Tutto ciò che poi consisteva un riparto dei rischi fra stato cofidi e Sace veniva regolato coi tempi necessari.
Nessuno ha ricevuto una lira dopo un mese se non qualche Bonus per mangiare. Niente ai lavoratori autonomi, niente alle imprese, niente per la cassa integrazione, avendo fatto chiudere tutte le attività con un atto amministrativo.
Le autocertificazioni usate per verificare gli spostamenti dalle proprie abitazioni non potevano essere usate per snellire le procedure di concessione liquidità o per fare partire i cantieri? Il sistema Ponte Morandi va applicato per tutti gli appalti urgenti.
Occorre ribaltare il sistema. Si assegna il lavoro e immediatamente si apre il cantiere. Ci sono delle leggi da rispettare la ditta e il direttore dei lavori si impegnano a farlo, se non lo fanno si cacciano in galera il direttore dei lavori e il titolare dell’impresa, si sequestra l’opera e gli si vieta di lavorare nel nostro paese. La severità prima, serve solo a bloccare i lavori. Finita l’emergenza occorrerà poi, abolire il 90% delle pratiche burocratiche.
Serve solo una regola per l’appalto, l’inizio lavori e l’agibilità o la conformità alle leggi fatta dal direttore dei lavori che si assume la responsabilità.
Nelle emergenze ciò che conta è l’assunzione di responsabilità di chi governa e della politica. Avendo ricevuto dal Parlamento l’autorità per farlo. L’art.77 della Costituzione consente di farlo, superando anche la legislazione concorrente.
Si può affrontare una crisi come questa con le sole risorse di un paese indebitato, con un calo del 10% del Pil e giudicato dal FMI l’ultimo della fila? Non si può. E non si può sopratutto non utilizzare tutti gli strumenti utilizzabili che questa sgangherata Europa, che va cambiata, che va resa politica, ma che in parte sta cambiando.
Il patto di stabilità è saltato quindi utilizziamo tutto ciò che è necessario per difendere il reddito che il blocco produttivo impedisce di produrre, non indebitando le imprese ma concedendo credito a fondo perduto per una parte e credito da restituire non in sei anni ma in dieci o più anni.
Utilizzare il SURE per pagare la cassa integrazione, si faccia subito, facendo anticipare dalle imprese che possono farlo con garanzie di rientro in un mese. Utilizzare i 37miliardi del MES per tutto ciò che è spesa sanitaria, attinente alla lotta alla pandemia e non sottoposti a nessun vincolo. Sarebbe da pazzi non farlo. Chiedere di appoggiare la proposta francese di finanziamenti ( chiamiamola eurobond, corona bond o in qualsiasi modo) che non rientrino nei parametri di indebitamento e restituibili dai paesi in 30/40 anni dagli stati che li utilizzano. Finanziamenti a tasso particolarmente favorevole che consentano una fase di sviluppo complessivo dell’Europa.
Quindi, l’emergenza in parte rende possibile la trasformazione di strumenti come la BCE che deve adeguare poi, in tempi normali il suo statuto per continuare coi nuovi compiti acquisiti e necessari sempre.
Il MES deve ritornare alla formula originale, prima del 2012, non essere la minaccia di commissariamento degli stati. Gli stati e in particolare l’Italia devono liberarsi dei costi che sostengono le clientele, i privilegi corporativi, procedendo a riforme strutturali come la riforma dello stato. Facendo un sistema sanitario nazionale. Semplificando i livelli. Comuni da 25/30 mila abitanti, Città Metropolitane su basi territoriale, Stato. Abolendo Regioni e Province inutili, una miriade di società partecipate, costose e inutili. Le società che gestiscono servizi, devono essere in regime di concorrenza rispettando standard qualitativi.
Occorre poi, emettere bond garantiti dal patrimonio immobiliare pubblico dei singoli stati, destinato ai risparmiatori del paese di emissione che a tassi d’interesse leggermente superiori al mercato dei Btp utilizzino il risparmio volontario dei privati. Un piano di ricostruzione così vasto può essere portato avanti da un governo di parte con Dpcm, con bizze da primadonna o deve essere guidato con il mandato del Parlamento, con la partecipazione di tutte le forze politiche, e con un capo del governo autorevole e competente in Italia e conoscitore dei meccanismi finanziari europei e mondiali?
Delle bizze da primadonna di Conte, Salvini, Meloni, Renzi Di Maio, etc. Non ce ne frega nulla. Delle divisioni e dei protagonismi di virologi, che invece di assumersi responsabilità di indicare tempi per riavviare il paese, aspettano i tempi dei vaccini o del rischio zero e quindi non servono. La politica deve assumersi le sue responsabilità ma se il governo fa di testa sua, non cerca il contributo dell’ opposizione, fa informazione del Parlamento e quindi vìola la Costituzione è evidente che l’opposizione fa il suo mestiere. Occorre che il timoniere Mattarella ne prenda atto e disegni una nuova rotta con un governo di unità nazionale che dia il senso vero dell’unità, che azzeri la stagione degli odi e affronti la sfida della ricostruzione con uomini nuovi e competenti a cominciare dal capo del governo che può essere Draghi, con Colao alla ricostruzione e ministri competenti. Nel frattempo occorre cercare una proposta seria di riforma Costituzionale che azzeri o modifichi profondamente la legge Bassanini e del titolo V della Costituzione perché dimostratasi inadeguata ad affrontare i problemi di uno stato moderno ed efficiente.