Un’assemblea costituente

Come capita spesso, purtroppo, il Palazzo si sta incartando ed esacerbando a causa di un clima inevitabilmente teso, preoccupante, allarmante. Eppure, una via d’uscita politica c’è. Una soluzione possibile, ma improbabile, esiste. Ne parlai proprio sul quotidiano l’Opinione scrivendo un articolo intitolato Una proposta per uscire dal guano. Forse, qualche lettore lo ricorderà: un Governo politico (POLITICO non tecnico) di ricostruzione, di legislatura, riformatore, guidato da Mario Draghi, con dentro tutti i leader dei partiti e dei movimenti seduti in Parlamento che scelgano di assumersi una tale responsabilità. Un Governo con chi ci sta, come scrissi nel 2018. Per restituire alle due Camere la loro funzione democratica e costituzionale. Per avere un Governo autorevole in grado di dare forza all’Italia distrutta, ma anche al progetto spinelliano per gli Stati Uniti d’Europa. L’ho scritto in tempi non sospetti, quando era chiaro che l’esito delle urne aveva questa unica soluzione possibile mentre, purtroppo, si sono realizzate tutte le altre soluzioni probabili. La proposta era e rimane chiara: serve un Governo con dentro Matteo Salvini, Antonio Tajani, Enrico Letta, Di Maio o chi per lui, Giorgia Meloni (se vuole), altri esponenti di punta del PD, con altri importanti e significativi esponenti dei vari partiti esistenti nel Parlamento. Insieme, per un Governo che ricalchi quelli del secondo dopoguerra guidati da Alcide De Gasperi, ma che avevano dentro, in alcuni ministeri chiave, personalità dal calibro di Ugo La Malfa, Pietro Nenni e Palmiro Togliatti. Questo proponevo un mese prima che si realizzasse il pessimo (parere mio) governo Lega-Cinque Stelle e che riproposi durante la crisi dello scorso ferragosto, prima, molto prima che si realizzasse il governicchio (secondo me) basato sull’asse PD-Cinque Stelle. Due anni fa, infatti, dopo il voto delle Elezioni Politiche del 4 Marzo 2018, il responso delle urne già portava in sé il problema e la soluzione, cioè la sfida tra il probabile esito di quella iniziale crisi (Governo Conte-Salvini-Di Maio) e una possibile uscita dal guano venutosi a creare, nella primavera del 2018, dentro e fuori il Parlamento. Come scrivevo il 2 Maggio di quell’anno, infatti, proprio dalle colonne del quotidiano l’Opinione, credo davvero che sia necessaria un’Assemblea costituente votata dai cittadini e che svolga il proprio compito di riforma istituzionale ed elettorale mentre, in Parlamento e nel Governo, tutte le forze politiche sedute nel Palazzo, disponibili a starci e ad assumersi una tale responsabilità, devono garantire un Esecutivo di tutti, come nel 1946, assumendosi la piena responsabilità politica e occupandosi dei tanti problemi che attanagliano la nostra Penisola. La coscienza emergerà o vedremo il nostro mondo implodere. E deve emergere prima di tutto tra chi ha responsabilità politiche e istituzionali, in Italia come in Europa. Ecco la mia antica proposta di una necessaria “Assemblea costituente” da far eleggere ai cittadini, a suffragio universale, coinvolgendo nel voto anche i diciottenni, magari attraverso un sistema proporzionale, in modo da permettere, nell’Assise, la rappresentanza di tutte le principali culture politiche. Tutte: laici, cattolici, socialisti, liberali, democratici, riformatori, conservatori, massimalisti, sovranisti, radicali, federalisti europei, repubblicani, ecc. Un’Assemblea in cui non possono e non devono essere eletti gli attuali parlamentari o i membri del governo, che devono restare a svolgere il loro ruolo né, tantomeno, devono farne parte Sindaci o amministratori locali e regionali, che devono – oggi più che mai – concentrarsi nella loro funzione e onorare al meglio il mandato dei loro elettori. No, nell’Assemblea costituente che propongo da due anni, così come l’ho pensata due anni fa, devono e possono essere eletti personalità autorevoli, preparate, anche politici di qualità e di riconosciuta credibilità (ad esempio, Gianfranco Spadaccia), di alto spessore culturale (ad esempio Massimo Cacciari), giuristi, economisti, storici, letterati, giornalisti (come Arturo Diaconale), costituzionalisti (ad esempio, Sabino Cassese e altri) e via dicendo… ma non un’Assise di soli anziani, c’è bisogno di eleggere un’Assemblea costituente in cui vi siano anche giovani dai 25 anni in su, che possano rappresentare una riserva della Repubblica per il futuro. A presiedere una tale Assise servirebbe un nome di alto profilo come quello di Giuliano Amato o, se si volesse scegliere una donna, come quello di Marta Cartabia. Un’Assemblea costituente siffatta sarebbe una risposta politica, ribadisco “politica”, alle difficoltà verso cui andremo presto incontro sul piano istituzionale, economico, sociale. Perché al momento, si sappia, stiamo andando verso il peggio e non verso il meglio.Servirà molto presto, alla fine di questa emergenza, un clima costituente. Come nel 1946. È necessaria un’uscita politica dalla crisi e dal Covid-19. Servirà una nuova Assemblea costituente.