La disgrazia del Paese

La disgrazia del Paese è di disporre davvero di alcune eccellenze, ma che nel campo medico non passano il tempo in televisione, si preoccupano di studiare prima di parlare. Ce n’è voluto perchè il professor Tarro, un allievo di Sabin, il padre dell’antipolio, esprimesse il suo parere. Il quale sarebbe dovuto apparire scontato a qualsiasi profano che non si è fatto rimbecillire dai Galli, Lopalco, Burioni e compagnia cantante, Tarro dice che non vede come si possa avere un vaccino valido per due varianti diverse di un medesimo ceppo, per lo meno capace di essere efficace con entrambe. Non siamo di fronte alla sars, e la mortalità è stata creata principalmente dall’incapacità del nostro governo: «Perché quando abbiamo avuto le notizie dalla Cina, i francesi sono intervenuti subito sui posti in terapia intensiva e noi no? Abbiamo preferito bloccare i voli con la Cina: una misura davvero inutile. Per non parlare poi del caos mascherine. La verità è che all’inizio non le avevamo quindi si diceva che dovessero usarle sono medici e pazienti, poi siamo diventati produttori di mascherine e quindi diciamo che servono a tutti. È incredibile, bisognava dire a tutti subito di usarle e di mantenere le distanze, invece, è stato fatto un pasticcio dopo l’altro. Si voleva blindare la Lombardia come la Cina e poi si è permesso a migliaia di persone di migrare al sud… Francamente non si è capito quale sia stato l’approccio del governo e le misure di contenimento sono state prese in ritardo». Il primo parere di un medico non a stipendio dallo Stato convinto che l’unica possibilità di guarigione venga offerta dagli anticorpi maturati in chi ha già subito il virus. D’altra parte che questo sia il parere destinato a prevalere lo dimostra il fatto che si sia nominato un esperto per la ricostruzione con un team di 12 persone, la certificazione di inadeguatezza di questo governo, quello che dopo 40 giorni riapre le cartolerie. Se è il capo dello Stato ad aver di fatto esautorato questa ciurmaglia di incompetenti che occupa il vertice della nazione gliene dobbiamo essere grati. Il problema è che tutta questa prassi non è propriamente costituzionale, anzi non lo è affatto come non è detto che un bullo come Conte voglia ritirarsi dal ponte di comando in buon ordine. Per cui invece di una ricostruzione potrebbe avvenire un conflitto istituzionale senza precedenti. L’unica via sicura per la ricostruzione era cacciare questo governo e crearne un altro credibile e competente, ma per farlo servirebbe un Parlamento che iniziasse con il tornare a riunirsi.