Chi si scava la fossa, in essa precipita: Stati Uniti d’Europa e Stati Uniti d’America

Non vogliamo essere catastrofici ma purtroppo, come il (Fu) Mattia Pascal delle romanze pirandelliane, rischiamo anche noi di recarci tra qualche anno dinanzi alla nostra stessa fossa, di ricordare ciò che eravamo, e di leggere sopra alla lapide una drammatica scritta: ”Qui giace l’Italia”.

Nessuno dei membri del governo e dei media dice che i miliardi del “D.L liquidità”, annunciati negli scorsi giorni dal Presidente Conte, sono a garanzie delle banche qualora i loro debitori, le imprese, non dovessero riuscire a restituire il debito contratto causa crisi economica procurata dal Covid-19. È importantissimo evidenziare che tale situazione di difficoltà si è venuta a creare per l’obbligo che è stato imposto alle stesse, nell’interesse superiore della salute collettiva, di sospendere le attività produttive. Il mancato guadagno delle imprese è strettamente legato ad un’inattività imposta giustamente dalla legge, non è pensabile perciò considerarle quasi come colpose per la forzosa improduttività, che le obbliga ad accedere pertanto ad un prestito il quale dovrà essere restituito con gli interessi, alle banche, come se fosse un vero debito contratto per cattiva gestione d’impresa.

Questa situazione la si sarebbe potuta in buona parte evitare facendole riconvertire nella produzione di materiale necessario per affrontare l’emergenza sanitaria e trovando sin da subito un accordo con i sindacati per salvaguardare la sicurezza dei lavoratori; così avremmo evitato sia di cassintegrarli e sia di importare dall’estero questi prodotti. Verosimilmente, qualora lo stato fosse costretto a dover prestar fede alla propria garanzia sarà molto probabile un nuovo aumento delle tasse, probabilmente con una bella patrimoniale poiché qualcuno dovrà pur pagare gli stipendi dei lavoratori del pubblico impiego. Altra decisione difficile che avrebbe potuto compiere un governo autorevole, lontano da interessi elettoralistici e corporativi, poteva essere rappresentata da un netto taglio, in base al reddito familiare, agli stipendi dei dipendenti pubblici che lavorano da casa o che, data l’epidemia, sono impossibilitati a svolgere le loro mansioni; reinvestendo il risparmio a favore di imprese e lavoratori autonomi, così da risolvere almeno in parte i problemi di liquidità sia delle prime che dei secondi.

Il libero mercato senza regole, così come il sonno della ragione, sta dimostrando di generare mostri: mascherine acquistate a prezzi esorbitanti, anche a cinque volte superiori rispetto a prima della pandemia, mentre in Toscana grazie al governo regionale sono distribuite porta a porta gratuitamente. Vogliamo fare gli Stati Uniti d’Europa quando in realtà dimostriamo di non essere un unico popolo europeo, a differenza degli americani che, in aggiunta, hanno anche un vero stato federale alle loro spalle e una Federal Reserve che ha a cuore innanzitutto gli interessi nazionali, contrariamente alla B.C.E che ha l’ossessione tedesca della stabilità monetaria. Il Governo americano, che ha totale sovranità politica ed economica, ha stanziato più di duemila miliardi di dollari a fondo perduto, gran parte verso le imprese per sostenere la produzione e, utilizzando una legge speciale del 1950 usata durante la guerra di Korea, le ha riconvertite; altri direttamente verso i cittadini, milleduecento dollari ad adulto e cinquecento a bambino, per non contrarre gli acquisti e dulcis in fundo: sanità gratuita anche per coloro che non sono coperti dall’assicurazione.

Purtroppo dobbiamo renderci conto che siamo incastrati da vincoli assurdi firmati in passato e dobbiamo perciò prepararci a firmare anche il MES. Troppi sono stati gli errori politici che ci hanno portato a raggiungere la fossa, da noi stessi scavata, all’interno della quale stiamo per cadere.