Chi è uno Spin Doctor? Il responsabile di tutto

Al di là dei cicli politici, delle fasi, degli eventi, la politica è davvero cambiata quando si è resa più umile e ha accettato l’aiuto dell’ ‘altro’. Sì, ma cosa vuol dire l’altro. L’altro è quello che una volta si chiamava consigliere del principe. Nessuno poteva farne a meno. Oggi l’altro si chiama ‘Spin Doctor’. Ma chi è in realtà questa figura che da alcuni decenni si è affacciata determinando spesso direttamente la politica?

Lo spin doctor è una figura fondamentale. Direi imprescindibile per chiunque decida di fare politica. Lo spin doctor è quello che si muove dietro le quinte e segue ogni passo del suo committente. È così centrale che non esiste politico che non ne abbia uno. Ha una miriade di funzioni, e non ne deve sbagliare una. Può essere utilizzato in una campagna elettorale, per esempio. Ma la sua presenza non deve mancare nei Palazzi dove si esercita il governo. Un buon Premier non sarà mai un ottimo Premier senza un fidato spin doctor.

Sì, ma materialmente che fa? Immaginate una figura che sia contemporaneamente, ufficio stampa, suggeritore, sceneggiatore, analista, politologo e in più deve essere in grado di prevedere ogni evento possa verificarsi durante una esperienza governativa. Deve saper porre rimedio immediato a gaffes o a inciampi di ogni tipo. Il suo potere spesso è superiore a quello del politico che lo ha ingaggiato. Senza una figura del genere tale politico sarebbe nessuno. È quello che davvero ha le chiavi in mano. 

Tutti i più grandi avevano dietro di loro i migliori spin doctor. Anzi, ci spingiamo a dire che il loro successo è in realtà il successo di questa figura-chiave. Kennedy, Roosvelt, Nixon… insomma nessuno di loro sarebbe entrato nella storia senza aver scelto un ottimo spin doctor. Chiamiamolo pure burattinaio, non sarà mai abbastanza.

Diciamo pure che i destini del mondo in questi anni l’hanno determinato gente come Karl Rove e Campbell.  Ma anche il miglior spin doctor commette errori e può determinare la tua fine. Bisogna essere scaltri e marcarsi a distanza, non sono come marito e moglie, direi che li possiamo immaginare come due amanti.

È una professione che attrae moltissimi appassionati di politica perché dà più adrenalina che la politica stessa. Ormai nascono agenzie un po’ da tutte le parti. E queste agenzie sono ovviamente in competizione tra loro. Meglio così, avremo presto un innalzamento delle qualità e della produttività di una figura così fondamentale. 

Fioriscono scuole piene di ragazzi anche in Italia. Affinché la formazione sia continuamente aggiornata e la professione sempre più raffinata. Ormai gli spin doctor sono richiestissimi e ben remunerati. Guadagnano più di un Premier. È una figura che gli italiani sarebbe bene inizino finalmente a comprenderne l’importanza. 

L’invenzione della comunicazione personale che salta le barriere tra cittadino e un leader politico è una bufala anche questa.  Tra un cheesburgher e un tweet di Salvini al ‘popolo’ c’è una cosa che si chiama ‘frame narrativo’… è una strategia ben congegnata da abili sceneggiatori che ben sanno quanto sia importante creare ’empatia’. 

Di Maio sbaglia i congiuntivi? La gran parte degli italiani lo fanno, e quindi ecco che scatta l’identificazione! In questo momento servirebbe uno psichiatra! Sì, sarebbe da mettere nello staff. Lo spin doctor ha anche questa funzione. Ma oggi che questa figura ha reso i leader politici più che umani, anzi, spesso sub-umani, sarebbe il caso di lavorare affinché non rimangano imbrigliati in una mediocrità degna del peggior analfabetismo di ritorno. Non è il momento dell’empatia e del rispecchiamento. Dovrebbe essere il momento del coraggio e dell’impopolarità.

In fondo l’umiltà si coniuga con il rigore e con la capacità di compiere scelte dure e per niente empatiche.  In fondo Parri, Einaudi etc erano modelli di umiltà ma erano tutt’affatto che ‘mediocri’. Leader rispettati perché riconosciuti ‘competenti’. Non andavano al Papeete. Non bevevano mojiti. Non chiedevano pieni poteri in costume da bagno. Erano ben chiusi nei loro cappotti lisi. Uscivano dalla stessa esperienza della miseria della guerra. Avevano il bisogno e il dovere di ricostruire un Paese e risollevarlo dalle macerie. E di farlo insieme agli italiani. Rispettati e quindi aiutati dagli altri Paesi. Gli Stati Uniti e anche il resto d’Europa. Ebbero, quei politici, quella classe dirigente, la capacità di farsi tendere una mano e di stringerla, accidenti, quella mano! Oggi gli spin sono spiazzati, troppo spiazzati, di fronte alle emergenze. Non hanno una visione. Agiscono nel panico. E ce lo trasmettono. Via facebook. Con un DCPM. Con un tweet. Bypassando il Parlamento. Chiudendoci in casa. Con i droni che ti volano sopra la testa. 

Il Presidente del Consiglio ha detto che da oggi si può uscire per andare in libreria. Ma pare che molti librai e il Presidente della Regione Campania non ritengano la cosa fattibile ed è sicuro che si ripartirà nel caos. Ovviamente. Ma proviamoci lo stesso a allungarci fino a una libreria. Però dobbiamo certificarlo!  E se arrivati in libreria il libro che cerchiamo non c’è?  E se dopo aver fatto file interminabili munendoci di tutto il necessario, mascherine, guanti e disinfettante ce ne tornassimo a mani vuote? Che fanno, ci multano per falso?!  Ah, ecco! E pensare che dietro Conte c’è Casalino…