Autobiografia di una nazione

La biografia politica di Giuseppi Conte si racchiude nel filmato in cui cerca con fare suadente di inserirsi fra i grandi dell’Unione europea. Posto che spetterebbe all’Italia, nella foto di gruppo dei leader e quelli si compattono per spedirlo in terza fila accanto alla Bielorussia. Il premier aveva detto che il 2020 sarebbe stato un anno meraviglioso e sicuramente lo è stato escluso quell’episodio. Ma lui non è uomo rancoroso, è l’avvocato del popolo, il titano che sorregge il peso della storia sulle proprie spalle e badate, quella gli sorride. Non sentite gli spot televisivi a rotazione? State in casa, tutto andrà bene. E poi eccolo che compare nel piccolo schermo, il biblico profeta che condurrà noi cristiani schiavi liberi in Egitto a Pasqua. Dio è con Giuseppi, potremmo scriverlo sulla fibia della cintura che ci regge le brache. C’ è ancora qualche piccolo intoppo con quei burocrati dell’Unione europea, ma vedrete che grazie anche al lavoro di servitori ossequiosi come Gualtieri, si risolverà sicuramente. Gli stati europei e dispiace, hanno una visione un po’ diversa dalla nostra, mica sono taccagni, solo hanno una maggiore memoria. Olanda e Germania si ricordano bene di quando il sorridente Conte incontrava a villa Madama il presidente cinese Xj in un bilaterale che li scavalcava tutti gli europei. Anche quella volta la storia era dalla parte dell’Italia, “un incontro storico”, tanto più storico perchè nel piano del governo , la Cina, con la sua formidabile liquidità sarebbe stata utile a risalire la china del nostro debito pubblico, con i giusti investimenti. Quei cinesi poverini i soldi li sprecavano fino a quando un genio come Conte non gli avrebbe insegnato finalmente a farli fruttare, bastava darglieli. I ministri dell’economia tedeschi ed olandesi, non è che gradirono tanto quella manfrina, parliamo del marzo scorso. Oggi consigliano all’Italia di farsi i chinabond. Vadano dai cinesi gli italiani a farsi garantire il debito, incluso Salvini che era membro di quel governo. È vero che fatto fuori Salvini e grazie al partito democratico l’Italia ha cambiato rotta. Premesso che sarà pur sempre interessante capire come gli sia passato per la testa a Conte di voler fare un accordo fra una democrazia di sessanta milioni di abitanti e una dittatura di un miliardo, resta il contenzioso con i cinesi. Poverini, ci sono rimasti male ad essere stati mollati di botto. Ad esempio, i greci che ai cinesi hanno dato il Pireo, sono stati informati di cosa succedesse esattamente a Wuhan e si sono subito isolati, tutti insieme e ora non contano manco cento morti. Più del corona virus uccide la stupidità. E cosa c’è di più stupido di andare a dire il 3 febbraio scorso sempre in una comparsata televisiva che il paese era pronto all’emergenza, che gli italiani potevano stare tranquilli, che non c’era bisogno di misure straordinarie? Trovi magari uno più stupido, che si dice, bè se il premier è tranquillo, perchè mai preoccuparsi? Con i cinesi i contatti li ha lui, Conte, siamo a posto. È il ragionamento che hanno fatto anche gli europei sulla loro stampa, solo che poi si sono chiesti ma quali sono i rapporti fra l’Italia e la Cina? Con 50 aziende contate italiane in loco non sarebbe bastato controllare il personale che faceva la spola tra la Cina e l’Italia a gennaio e fermare loro ed i loro contatti? Com’è possibile che un uomo del destino come Conte non ci abbia pensato? Se non lui, quel genio di Di Maio che le aziende italiane in Cina le conosceva tutte. Però poi hanno fatto la zona rossa. Anche questo ci rimproverano gli europei. Come vi è venuto in mente di fare una zona rossa nel lodigiano con quelli che scappavano in tutta la Lombardia? E quando avete fatto la zona rossa in Lombardia avete infettato tutto il paese, perchè non avete fermato i treni! Speriamo che i magistrati che si chiedono di chi sia la responsabilità della diffusione del virus, non leggano la stampa internazionale, ma solo le veline del governo che è il nostro pane quotidiano. Purtroppo manco le veline saranno sufficienti a calmare gli italiani che dopo due mesi chiusi in casa vedranno invece dei 400 miliardi promessi di liquidità, il conto di un governo che non ha più i soldi per pagare la cassa integrazione. La biografia di Conte si incrocia con l’autobiografia della nazione. Sei un vero fenomeno, fino a quando non ti appendono per i piedi.