Questa Europa si è dissolta. Cambiare subito governo è vitale

Dopo ieri, dove la Germania, ha imposto il suo dominio nazionalista, l’Europa intesa come solidarietà e come Europa dei popoli non esiste più, e non può coesistere nemmeno come idea, in questa Europa. Abbiamo due strade o inchinarci allo strapotere della Germania e diventarne di fatto feudo o costruire gli Stati Uniti d’Europa con Costituzione Europea federale fortemente legata a USA, paesi anglosassoni e Israele, isolare la Germania, e i servi olandesi e finlandesi.
L’Europa che di fronte alla pandemia mondiale, non imputabile a comportamenti dei singoli stati, ma che colpisce tutti, non trova le ragioni di solidarietà che superino gli schematismi burocratici e speculativi non ha più ragione di esistere.
Sono tramontate nello spazio di una settimana le velleità di chi pensava che i nazionalisti tedeschi che fin dai tempi di Metternich e Bismark osteggiavano l’idea di nazione Europea. Il primo perché negava il concetto di nazione mazziniano, che non era nazionalismo ma unità di valori, di ideali e di unità politica e il secondo che non voleva sentire parlare di Europa. Pensare che la Germania, responsabile di due guerre mondiali, nazionaliste e razziste e di una concezione utilitaristica dell’Europa, che non ha che obiettivi di interessi nazionalistici, potesse assumere la leadership di un’ Europa solidale ma di fatto autarchica era non solo velleitario ma autodistruttivo del concetto stesso di Europa. Perché se lo sviluppo del dopo pandemia fosse che USA e Cina chiudono i loro mercati interni, e non sarà così per due semplici ragioni che gli USA sono il paese più importatore del mondo e se chiudessero il loro mercato avrebbero da subito un’inflazione tra il 10 e 15% e perché la Cina paese più esportatore del mondo non può rinunciare a farlo pena una crisi deflattiva senza precedenti. È sicuro che Cina e USA raggiungeranno un accordo ma è altrettanto certo che diverso sarà l’atteggiamento di USA e Cina di fronte alla dissoluzione dell’Europa. La Germania non vuole caricarsi addosso i costi della solidarietà Europea per affrontare la sfida mondiale. Non lo ha mai fatto ed era masochismo o mancanza di visione lungimirante pensare che potesse farlo. Del resto compra gas dalla Russia e allo stesso tempo era la sostenitrice assieme ad Obama delle sanzioni alla Russia stessa, tanto fondamentalmente riguardavano l’Italia. Finge di ostacolare la via della seta cinese, ma tre giorni dopo stringe accordi commerciali di centinaia di miliardi con la Cina. È quella che aggredisce il mercato americano con prodotti fasulli, come le auto non a norma e provoca reazioni e dazi su tutti.
Sta in Europa senza avere vincoli che quando significano solidarietà o costi può non osservarli, perché l’ultima parola la dà, non l’impegno politico del governo tedesco, ma la suprema Corte tedesca. Vale a dire che i vantaggi vengono socializzati e i costi vietati. Adesso il re è nudo e Conte che si è preso pieni poteri di firmare un accordo sul MES senza consultare il Parlamento si è assunto un grave vulnus contro la Costituzione e la democrazia repubblicana. È vero che sentirà il Parlamento, prima del consiglio europeo ma è evidente che i margini di autonomia sono talmente ristretti per cambiare che sarà una specie di pro forma. Conte e il PD hanno impegnato un futuro di stenti delle prossime tre generazioni. Ma se la Germania si è scelta il proprio destino cioè quello di un dominio sostanziale sul mercato europeo e la libertà di azione sul mercato mondiale noi italiani, spagnoli, francesi ? (non si capisce in quanti tavoli giochino) dobbiamo rassegnarci al ruolo di servi?
Chi ci impedisce di cercare di costruire un’alleanza che partendo dell’alleanza sulla sicurezza Atlantica comincia a lavorare a una aggregazione europea: gli Stati Uniti d’Europa con costituzione Europea federale, che stringe accordi strategici con i membri esterni all’Europa della alleanza stessa e accordi bilaterali commerciali con tutti purché non riguardino tecnologie per la sicurezza o il controllo dell’informazione.
Questo governo non ha né forza né capacità per gestire una situazione di emergenza più difficile di quella successiva alla seconda guerra mondiale perché lì potevamo contare sul fatto di essere strategici geopoliticamente fra Est e Ovest in una spartizione del mondo bipolare, che giustificava l’impegno economico americano nel piano Marshall. Oggi, quelle ragioni non esistono più, rimangono però le ragioni culturali e politiche e cioè quelle di stare insieme per sviluppare regole e civiltà occidentale e democratica o stare nella selvaggia regola della selezione del mercato di multinazionali e finanziarie speculative o dalle politiche che uno stato autoritario e comunista come la Cina porta avanti con logiche imperiali senza vincoli e senza rispetto né delle regole commerciali internazionali né dei diritti umani.
Io credo che l’offerta che Pompeo alcuni giorni fa dalle colonne dei più importanti quotidiani del mondo offriva all’Italia sia da tenere in grande considerazione perché sta montando l’idea di buttarci nell’avventura russo cinese che, forse, ci aiuterebbe economicamente, ma a prezzo della libertà. Solo l’alleanza che ha garantito 70 anni di pace e libertà può essere il nostro orizzonte. Da subito cambiando governo e nominando in Parlamento un governo di solidarietà nazionale a guida Draghi. E avviando relazioni internazionali per superare questa parvenza d’Europa e costruire in prospettiva gli Stati Uniti d’Europa con costituzione Europea federale con coloro che accetteranno unità politica e regole comuni ma sopratutto i valori della libertà, della solidarietà e della giustizia sociale.