La crisi economica e i possibili rimedi: Coronabond oppure Mes? L’ipotesi di una terza via

Era inevitabile che dalla crisi sanitaria conseguisse una crisi economica. Definita come la peggiore dal dopoguerra ad oggi. Non c’è enfasi. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Famiglie ed imprese ferme da diverse settimane, senza lavoro e senza liquidità.  È’ una crisi simmetrica, si sente dire. Molti economisti la definiscono come tale. 

Ma cosa significa? Tentiamo di spiegarlo. Partiamo da un esempio. Nel 2008 ci fu una crisi finanziaria, che investì, in particolar modo, il settore bancario generando carenza di liquidità. Gli Stati furono colpiti in maniera diversa, in base alla solidità del proprio sistema bancario. In Europa, a sostegno dei Paesi membri, la BCE è intervenuta con lo strumento del quantitative easing. La Banca Centrale Europea immette liquidità, soldi, nel sistema bancario.  

Oggi la situazione è diversa e più grave.  Perché ad essere investito, in via principale, è il sistema produttivo.  Le aziende sono chiuse. Quindi, è ferma la produzione e di conseguenza gli operai sono senza lavoro, le famiglie senza reddito. Una catastrofe.

Ecco spiegato il motivo di tanta preoccupazione e del perché urgono interventi europei risolutivi. A margine dell’Eurogruppo di ieri, sembra che una prima soluzione appaia all’orizzonte.  È un primo passo. Considerato che al tavolo sono seduti  Paesi che hanno culture di bilancio pubblico e sensibilità ai temi economici molto diverse.

Il Ministro Gualtieri, sul punto, ha dichiarato: «Messi sul tavolo i Bond Europei, tolti dal tavolo le condizionalità del Mes, consegniamo al Consiglio Europeo una proposta ambiziosa».

Dalle parole del Ministro, si evince che in Europa potrebbe prevalere una linea di compromesso tra le diverse istanze avanzate dagli Stati. Che sia l’inizio di una terza via?Vedremo. 

Ne parliamo con il giornalista Enrico De Lellis

Ascolta l’intervista