Basta col copione neorealista

Se dobbiamo affrontare tempo duri almeno facciamolo con dignità, uscendo dall’eterno copione “neorealista”. Al Consiglio votiamo contro il pacchetto (o asteniamoci), verra’ adottato a maggioranza, comunque le varie “facilities” resteranno aperte. Lanciamo un megaprestito nazionale a 30 anni per le infrastrutture garantito dal patrimonio immobiliare pubblico, rendimento 2% (così lo spread sarà pagato agli italiani), incentivato con l’esenzione dall’imposta del 12%. Con le garanzie CdP e SACE per 200+200 miliardi ed un mini-shock fiscale su IRES, IRAP, IRPEF ed IVA anche gli imprenditori facciano la loro parte.

Piuttosto decidiamoci a spendere (e spendere bene) i Fondi del bilancio europeo 2014-2020 e di quello 2021-2027 in corso di negoziato, rimuovendo lo stallo paralizzante Stato-Regioni. Usciamo finalmente dalla deprimente logica dell’aiuto e della solidarietà. Comunque il futuro della U.E. è segnato da tempo, lo si è visto con la Brexit, Visegrad e soprattutto sul terreno della PESC e della Difesa.

È arrivata l’ora di scelte atlantiche da costruire e gestire, sul terreno politico ed economico con Washington e Londra, nell’arco dei prossimi 2-3 anni.

E cerchiamo anche di fare finalmente qualcosa di intelligente, e tecnologicamente competitivo a livello globale, con gli amici israeliani (oltre ad Eastmed) ed i giapponesi (sul modello Hitachi- Ansaldo Breda ferroviario).

Questa classe politica non possiede le competenze necessarie. Come aveva scritto Corrado De Rinaldis Saponaro su La Stampa, è necessario formare un governo con grandi competenze, statura internazionale, prestigio, esperienza e credibilità. La direzione di marcia repubblicana è chiara. Non la capisce solo chi non ha interesse a capirla.