Un decreto fantasma che tradisce le raccomandazioni di Draghi

A chi dice che il presunto decreto da 400 miliardi, ancora non si è visto, è in linea con le indicazioni date da Draghi consigliamo di leggerlo bene perché mentre Draghi parla di fare in fretta, di accollarsi tutti i mancati redditi dovuti all’interruzione di attività e quindi di non dare solo liquidità a garanzia ma anche contributi a fondo perduto aumentando il debito senza caricare una parte sui privati, il governo ha scelto di contenere il debito pubblico diversamente da Germania, USA Regno Unito, in più scegliendo di garantire al 100% solo i crediti fino a 25000 euro costringe le banche ad istruttorie ordinarie che ritarderanno la concessione del credito di mesi.
Occorre che tutto sia garantito al 100% per superare la legge bancaria e che lo stato ripartisca le garanzie per gli scaglioni previsti con Confidi e Save con accordi tra di loro. Che tutto ciò che è mancato incasso per chiusura anticipata e costi a carico delle aziende venga risarcito subito a fondo perduto. Occorre poi che per settori particolari come commercio, ristorazione, turismo balneare, alberghi, bar che avranno difficoltà a ripartire non si dia solo la prospettiva di lavorare per pagare il prestito in sei anni senza fare guadagni, consentire allo stato di incassare le tasse, sono condizioni di ammortamento peggiori della condizione di normalità figuriamoci in tempi di emergenza, avendo perso mercato e dovendo ripartire.
Non basta spostare di qualche mese i tributi locali peraltro ingiustificati, perché se non hanno potuto lavorare non hanno prodotto ad esempio rifiuti, ma occorre azzerare in quota parte questi tributi. Lo stato deve abituarsi ad un debito pubblico in aumento senza preoccuparsi dei limiti. I limiti sono quelli necessari a garantire a tutti che non saranno lasciati soli. Tagliare tutti i lacci burocratici che frenano la messa a disposizione della liquidità da subito. Pagamento immediato da parte dello stato di tutti i debiti coi fornitori o con imprese che hanno eseguito opere o fornito servizi ammontano a oltre 50 miliardi.
Ricontrattare tutti i fidi esistenti con le banche da parte delle imprese partite Iva, liberi professionisti alle condizioni nuove a garanzia del 100% dello stato. Questo comporterebbe forse un primo argine, anche se la chiusura per mesi creerà anche dal punto di vista psicologico cambio di abitudini che in alcuni settori come bar,ristorazione etc. creeranno ulteriori difficoltà e molti non riapriranno. In definitiva a questo provvedimenti deve seguire poi un massiccio piano di investimenti in settori come la sanità, la scuola, la ricerca e le infrastrutture eliminando gli impedimenti burocratici con la nomina di un governo di solidarietà a guida di un uomo di prestigio nazionale ed internazionale, come Draghi, votato dal Parlamento e in grado di avviare con tutti gli strumenti BCE, Eurobond etc. un piano di investimenti europeo, che faccia
sentire unita la comunità europea e di richiamare anche investimenti stranieri. Un governo che esclude l’opposizione e che non è nemmeno capace di utilizzare le leggi previste per le emergenze, che si muove per decreti amministrativi senza la volontà di assumersi responsabilità anche in mancanza di regole europee, non solo fallirà ma aprirà una crisi dalle conseguenze inimmaginabili. Chiedere la fiducia senza ascoltare le proposte costruttive è un sistema non adeguato al momento che attraversiamo.