La lezione del signore delle mosche

Ne Il signore delle mosche, William Golding spiega con l’allegoria di un gruppo di bambini su un’isola deserta la cattiveria insita nell’uomo. Presto, le scelte razionali lasceranno spazio alla violenza grazie a un leader che alimenta la paura dei protagonisti. Per questo il romanzo del premio Nobel va riletto ancora oggi. «Siamo sul filo della legalità formale non c’è dubbio», ha detto tra gli altri Ciro Sbailò, professore ordinario di Diritto pubblico comparato e preside Preside della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali, «ma è una situazione pericolosa». Situazione pericolosa se non sapremo quanto prima uscire dal clima di dittatura sanitaria, dove sembra normale parlare di sistematiche violazioni di privacy, di restrizioni delle libertà personali come se si trattassero di trascurabili capricci e non di diritti inalienabili. Pericolosa e dannosa economicamente, se quanto prima, dal 15 e fino a massimo fine del mese, non si apriranno le attività commerciali, inclusi bar e ristoranti (ma gli scienziati hanno già detto no). «Il modello italiano è un modello autoritario. Lo Stato autoritario che adotta misure di polizia ha i risultati che vedete». Cioè economia in ginocchio. Così Edward Luttwak, noto economista e politologo a Quarta Repubblica ospite di Nicola Porro.

«È più difficile mantenere l’equilibrio della libertà che sopportare il peso della tirannia» (Simon Bolivar)

Intanto La Norvegia allenta le restrizioni. In Austria in una conferenza stampa Sebastian Kurz – che guida un’inedita coalizione centrodestra più verdi – aveva annunciato che dal 14 aprile cadrà lo stop all’attività dei negozi fino a 400 metri quadrati. Anche la Danimarca ha annunciato un primo, parziale ritorno alla normalità. Come segnale di distensione e fiducia il governo della premier Mette Friedriksen ha scelto di riaprire dal 15 aprile le porte dei servizi scolastici: nidi, asili, scuole elementari e medie. La Spagna riapre e riparte tra un paio di settimane.

La fase 2 sarà concentrata, se i dati attuali di contenimento del virus saranno confermati nei prossimi giorni, tra il 14 aprile e il 3 maggio. In queste settimane apriranno le industrie, molti negozi. Si dovrà cercare per quanto possibile di aprire bar, ristoranti e centri scommesse, contrariamente a quanto suggerito dal tavolo tecnico, con restrizioni, certo, ma il differimento che leggiamo oggi sui giornali sarebbe troppo dannoso. Come si torna alla libertà di spostamento e alla vita di tutti i giorni? Con guanti, mascherine e distanze di sicurezza. Tamponi a tappeto o test sierologici a tappeto non sono   necessari, come già in passato rilevato dallo stesso Burioni e Lopalco. Sull’argomento è tornata la dottoressa Patrizia Laurenti del Gemelli: «Non possono essere estesi a tutti, devono essere utili a contenere la diffusione della pandemia, ha senso farli a chi è a contatto con casi di infezione, esempio gli operatori sanitari, per capire come circola il virus, mettere in campo misure di contenimento ed evitare una nuova esplosione». Un moderato sì invece sul vaccino ‘consigliato’ agli ulti 65enni il prossimo autunno. «Questo per evitare confusione epidemiologica e diagnostica quando si dovesse rinfocolare il virus».

Siamo tornati a parlarne con Michele Polini, segretario dell’unione romana del PRI.

Ascolta l’intervista