Ora e qui si costruisce l’Italia del futuro

L’efficacia (e quindi il conseguimento dell’obiettivo) dei provvedimenti governativi a sostegno della liquidità finanziaria delle aziende presuppone, per molta parte, una tempistica realizzativa che non può essere quella usuale, pena il sostanziale ridimensionamento della sua portata. Io sono convinto che la chiave di volta della partita risiede nella capacità intellettiva ed operativa della burocrazia e del sistema bancario. E ciò specialmente avendo riferimento alle partite IVA, alle micro, ed alle piccole aziende: A questi protagonisti dell’economia italiana, che potranno accedere ad un massimo di 25000 euro, va IMMEDIATAMENTE (24 – 48 ore) erogato il finanziamento, senza contare sabati, domeniche e feste comandate. L’unica valutazione da fare è la storia personale dei richiedenti, la loro DEDIZIONE alla loro piccola officina – stabilimento, la loro tradizione e professionalità. Il fatturato di oggi, o quello dei prossimi sei mesi NON DEVE CONTARE NULLA. I funzionari e i dirigenti della PA e delle banche in questo loro prossimo impegno devono avere un unico modello: l’operato dei medici, degli infermieri, del personale sanitario nella lotta contro il Coronavirus. Chi non si dimostrerà all’altezza del compito (i cacasotto) va immediatamente RIMOSSO. Questo è il messaggio che deve essere veicolato con forza dal Governo e da quanti hanno consistenza nella pubblica opinione. Ma ancora sarà necessario, come mi evidenziava l’amico Valbonesi, attivare un ulteriore sostegno finanziario in favore dei piccoli imprenditori e dei piccoli operatori economici che a causa della sospensione forzosa della loro operatività a gestione sostanzialmente familiare (penso ai proprietari di attività commerciale, di gestione turistica, balneare, del tempo libero) non sono nelle condizioni di svolgere attività lavorativa. È quindi essenziale per questo gruppo di persone, non garantite da nessuna prospettiva di recupero della quota parte di reddito personale andato in fumo, consentire di poter usufruire di un contributo compensativo a fondo perduto, da quantizzare sulla base della dichiarazione dei redditi presentata nel 2019. E ciò perché non va trascurata nessuna iniziativa utile ad accelerare la ripresa delle attività produttive e dei consumi familiari.