Meglio qualche contagio di meno che qualche morto di più

Già al primo apparire dell’epidemia del Coronavirus, scrissi che le misure antivirus ne avrebbero ammazzati forse di più del virus stesso. Per modo di dire. I numeri sono numeri e finchè non si invogliano danno il senso della realtà. Però una contrapposizione sciagurata c’è: cercare di bloccare l’espansione del contagio dell’epidemia o invece prima salvare e curare i malati già tali delle varie malattie “croniche” cioè i vecchi quelli che già sono con un piede di là?
Si scelse, cioè non si è scelto, ma si è operato come se tale scelta fosse stata fatta di impedire il contagio tra la popolazione. I già malati, la gente già in lista per morire magari per il solo fatto di essere troppo vecchia, non è ritenuta cosa di cui preoccuparsi se le misure “adottate” e la scelta di tutti contro il virus finisse col accelerare e rendere inevitabile una loro rapida e dolorosa dipartita.
E’ spaventoso. Ma è certo che oggi ad esempio il medico di base, quello che frequentava le case dei cittadini per la cura di vecchi e di malati cronici è diventato un personaggio da evitare, un portatote sano di virus, il più pericoloso delle malattie che curava. Un propagatore dell’epidemia. Meglio chiudere la porta in faccia al portatore di virus che al somministratore di cure, di relativa anche se certa efficacia, noiose, si direbbe “petulanti”. E’ crudele e tragico ma sarebbe difficile scegliere diversamente. Non si escludono i medici di base quelli che non sanno e non sono necessari che facciano gli “eroi” da coloro che si vuole che restino nelle loro case. Non si va, la cosa vale anche per quei medici, ad attenuare i dolori dei già mezzi morti, senza portarsi dietro quel maledetto virus che oggi la morte può darcela a cataste.
Nessuno lo dirà apertamente, certo non lo diranno i governanti, non lo diranno nppure i medici. 
Ma una scelta diversa sarebbe più mortifera. Quindi con l’Ariosto dobbiamo recitare “…che sarebbe pensiero poco accorto perder dei vivi per salvare un morto” (già quasi morto).
Naturalmente ciò vale perchè il sistema sanitario è quello che è se e non si può cambiare nel momento che produce questa brutale realtà.
Certo è che se il sistema sanitario curasse più l’assistenza e non solo il soccorso esso sarebbe più umano e forse alla fine, migliori ne sarebbero i risultati complessivi.