Garanzia per le banche, burocrazia e liquidità da restituire in sei anni per le imprese

La manovra ci sarà, annunciata in televisione prima che in Parlamento, citando Gesù Cristo e la fede cattolica da parte del presidente del consiglio di uno stato laico. Annunciando altri provvedimenti per tutti, anche per chi lavora in nero. Follia, come si fa a dare credibilità a un governo che non riesce a dire che i prestiti garantiti dallo stato vanno restituiti in 6 anni. In Germania la garanzia sulla liquidità viene data dallo stato e quello che è costo che va allo stato, contributi etc. è a fondo perduto. Se lo stato mi ha costretto a chiudere e mi dà liquidità per ripartire chi mi dà ciò che manca di incasso per un bar, un ristorante, uno stabilimento balneare, un albergo che mi rimane chiuso per un terzo dell’anno?
È da folli pensare che le piccole imprese possano ricorrere al credito con obblighi di ammortamento normale quando hanno perso clienti, mercato, incassi, utili. E poi quando arriveranno questi soldi? I primi 25miliardi che dovevano essere erogati per l’emergenza, dopo 15 giorni nessuno ha avuto nulla. Burocrazia per autocertificazione, cioè su un documento in cui una persona dichiara da dove parte dove va e perché? Non ci deve essere modulo che cambia 5 volte in 16 giorni. Basta controllo documenti e una dichiarazione di due righe che dice chi sono da dove parto etc. Per dare la cassa integrazione devo avere l’accordo col dipendente comunicarlo al sindacato che deve dare il parere, poi inviare alla Regione che deve dare il parere, possono passare sei mesi in tempi normali e l’azienda deve anticipare, indebitarsi etc. In Germania lo spiegava ieri sera un imprenditore italiano che opera in Germania in 24 ore gli sono arrivati 14 mila euro sul conto corrente, lo stato si fida dell’ imprenditore e in un mese gli aiuti arrivano a regime con una quota consistente a fondo perduto. Ma quale statista è Conte? qui si garantisce liquidità che le banche erogano, come? In quanto tempo? Chi è garantito al 100% dallo stato sono le banche che potranno smaltire la liquidità e quindi sviluppare attività senza rischio. Mentre le imprese avranno liquidità da restituire in sei anni avendo un 30% in meno di incassi, di redditività con tutto ciò che comporta in termini di riconquista di mercato quando hai chiuso sopratutto in attività turistiche, di ristorazione, bar etc.
Occorreva un commissario straordinario che azzerasse la burocrazia, perché altrimenti il 50% delle piccole imprese non aprirà e le altre falliranno perché non basta dare liquidità e credere che tutto riparte. Nelle grandi imprese è ancora peggio perché si devono accollare l’obbligo della restituzione, il danno del mancato utile dovuto a chiusura forzata, in più l’impegno a non distribuire dividendi per un certo periodo. Il che vuol dire che se è un’ azienda quotata in borsa rischia la fuga e la vendita delle azioni subendo un danno di svalutazione. Questo governo aggiunge strumenti, non supera le burocrazie, ha legislazione concorrente con le Regioni, non ha un piano di ritorno alla normalità, figuriamoci per il dopo. Ha ignorato il Parlamento, monopolizzato l’informazione e la televisione con conferenze stampa alle 18 dove si fa un elenco statistico. E alle 20,30 per un ‘ora con appelli retorici, con messaggi che ce la faremo, che abbiamo messo in campo 750 miliardi di euro di liquidità che è una balla colossale perché è liquidità a rischio che deve essere richiesta e poi evasa per essere reale rischio per lo stato e se l’azienda dopo sei anni sarà inadempiente. È qualcosa sia chiaro, ma non da pontificare come la manovra più ampia d’Europa quando la Germania aiuta con una parte a fondo perduto. Questo tanto per cambiare è un’operazione che garantisce le banche e che lascerà sul campo una crisi drammatica. Resta poi il problema di investimenti pubblici a debito a partire dal liquidare i fornitori, dallo sbloccare gli appalti, dall’ operare con poteri speciali per fare quello che la burocrazia e la contabilità ragioneristica hanno bloccato. Rimane il problema di respingere la tentazione di mettere una patrimoniale o di aggredire il risparmio privato, mantenendo le regole europee e le minacce di ristrutturazione del debito che i tedeschi e olandesi minacciano. Manca una guida autorevole che abbia conoscenza dei meccanismi europei e che sappia assumersi autorizzato dal Parlamento la responsabilità degli atti di emergenza che si assumono e degli atti necessari per fare interventi pubblici in settori strategici come la sanità, le infrastrutture, la ricerca e la scuola. Manca un governo di solidarietà nazionale a guida Draghi che abbia la forza politica per affrontare la terribile sfida che abbiamo davanti. Non possiamo continuare con la paralisi che i litigi fra PD e 5s impongono al paese per intestarsi la guida della cabina di regia che dovrebbe elargire una massa imponente di liquidità.