Il diritto di cronaca e le ingerenze esterne. La vicenda di Jacobo Iacoboni

In questi giorni ha destato particolare attenzione lo scontro tra l’ambasciatore Russo in Italia ed il giornalista del quotidiano La Stampa, Jacopo Iacoboni. Il giornalista, dalle colonne del quotidiano torinese, ha in più occasioni sollevato dubbi circa la presunta utilità della missione di aiuti Russi nel nostro paese. La Russia è presente in Italia con un contingente di militare che  che sarebbe composto da esperti in emergenze come quella da COVID-19. 

Il giornalista italiano, invece, ritiene che si tratta di azioni che poco hanno a che vedere con l’emergenza sanitaria in atto. Questo ha scatenato la reazione da parte dei vertici del Governo Russo.   L’acne dell’aspra polemica è stato raggiunto allorquando il Ministero della Difesa Russo, con una nota del suo portavoce il maggior generale Igor Konashenkov, ha preso posizione con grande veemenza nei confronti del quotidiano la Stampa. La testata diretta da Maurizio Molinari sarebbe, a detta dei russi, protagonista di “tentativi di screditare la missione russa in Italia”.

Di seguito riportiamo integralmente la nota in questione.

Dichiarazione del portavoce del Ministero della Difesa maggior generale Igor Konashenkov:

Abbiamo prestato attenzione agli incessanti tentativi che già da due settimane il quotidiano La Stampa sta mettendo in campo per screditare la missione dei russi che si sono mobilizzati per prestare aiuto agli italiani in difficoltà.

Nascondendosi dietro agli ideali della libertà di parola e del pluralismo di opinioni, La Stampa sta alimentando fake news russofobiche da guerra fredda rimandando a “opinioni” espresse da anonimi “alti funzionari”.
La Stampa, inoltre, non teme di utilizzare tutto ciò che gli autori riescono a inventarsi sulla base delle raccomandazioni che hanno trovato sui libri, a quanto pare ancora validi, di propaganda antisovietica.

Ad esempio, La Stampa ha subito definito “inutile” il materiale russo inviato in Italia per affrontare l’emergenza infettiva, riferendo le opinioni di un qualche maresciallo che sognava disperatamente la vittoria. La maggior parte dei medici e degli epidemiologi russi sono stati definiti dal quotidiano come esperti di guerra biologica. Coloro i quali non hanno avuto l’onore di rientrare in questa categoria sono finiti tra i membri dell’intelligence militare russa.

Tuttavia, sullo sfondo di tali speculazioni, nonostante i sospetti sensazionalistici de La Stampa, invece di condurre una guerra biologica gli epidemiologi giunti in Italia per combattere il coronavirus assieme ai propri colleghi italiani stanno debellando il Covid-19 in 65 case di riposo di Bergamo. I medici militari russi quotidianamente fianco a fianco dei militari italiani stanno edificando i reparti di terapia intensiva per salvare i cittadini italiani contagiati dal virus nel nuovo ospedale di emergenza di Bergamo. E tutto ciò viene fatto mediante la strumentazione russa definita inutile dal quotidiano La Stampa. Nonostante le fake news diramate da La Stampa, gli obiettivi della missione russa a Bergamo per l’anno 2020 sono evidenti, concreti e trasparenti. Si tratta di un’assistenza gratuita al popolo italiano che si è trovato colpito dalla pandemia di Covid-19. Il premio per gli sforzi profusi dagli esperti militari russi saranno le vite salvate e la salute del maggior numero di cittadini dell’eterna Repubblica Italiana.

Nella realizzazione di questa missione umanitaria nessuna aggressione ci distoglierà dall’obiettivo e non farà vacillare la nostra sicurezza nel fatto che stiamo agendo in buona fede. Per quanto riguarda i rapporti con i reali committenti della russofobia de La Stampa, i quali sono a noi noti, raccomandiamo loro di fare propria un’antica massima: Qui fodit foveam, incidet in eam (Chi scava la fossa, in essa precipita). Per essere più chiari: Bad penny always comes back ”. –nota ufficiale del Ministero della Difesa Russo, del 2 Aprile 2020-

Il tenore della nota è aspro, duro. Anzi ai limiti dell’incidente diplomatico.  Ma questa è un’altra storia.  Una cosa è certa.  L’azione dei Russi appare, certamente, come una grave ingerenza nell’esercizio del diritto di cronaca giornalistica; appare ad ogni buon conto come un atto di vera e propria censura. Ci piace ricordare ai nostri amici russi che il diritto di cronaca è diritto all’informazione di pubblicazione di fatti e avvenimenti di interesse pubblico. Tale diritto è incluso nel nostro ordinamento giuridico tra le manifestazioni del pensiero.  L’art. 21 della nostra Carta Costituzionale, infatti, così recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

«La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori» (Samuel Johnson)

Va bene che i paesi cooperino in un momento di crisi internazionale, e quindi ben vengano gli aiuti Russi, ma  sarebbe stato più opportuno da parte delle autorità russe spiegare le ragioni della loro presenza in Italia. Gli Americani , ad esempio, hanno fatto così per la operazione Defender Europe 2020, allorquando da più parti si sono sollevati dubbi ed illazioni di ogni genere. A dir il vero, se nel nostro paese è stanziato un contingente di medici militari russi, che tanti dubbi ha fatto sollevare al giornalista Iacoboni, la ragione va ricercata al nostro Ministero degli Esteri.

È notorio infatti che nei ultimi anni, a partire almeno dai Governi a guida M5S e Lega, l’indirizzo geopolitico delle nostre relazioni estere ha virato visibilmente in favore della Russia.  Questo è alquanto anomalo per un paese come il nostro inserito da sempre nel quadrante Atlantico della Nato. Ma tant’è. 

Sul tema della politica internazionale nel nostro paese, e dei rapporti tra l’Italia e la Russia abbiamo intervistato Shary Metidieri, esperta di relazioni internazionali.

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