Saponaro risponde a Fusignani

Caro Eugenio, anche altri amici dopo la lettera pubblicata da La Stampa mi hanno contattato, in privato, per discutere il contenuto della stessa. Tu hai ritenuto di seguire la strada della lettera aperta, e di questo ti ringrazio, perché mi dai l’opportunità di chiarire a tutti questo scritto al Direttore de La Stampa.
Ti ringrazio inoltre per la legittimità che dai alle mie considerazioni e focalizzo gli aspetti da te sollevati “inopportune e personali”, “Inopportune perché si pone in maniera netta contro il governo Conte Bis.”, non mi sembra vero, infatti, scrivo che dopo l’editoriale di Mario Draghi sul Financial Times, “Il Presidente Conte ha rifiutato l’intervento del MES e ha chiesto nei termini di 10 giorni un’ipotesi mirata al finanziamento di investimenti intesi a contenere gli effetti dell’attuale crisi, cioè cosa diversa dalla mutualizzazione del debito pregresso che l’Italia continuerà ad onorare con risorse proprie”. Quindi mi sembra che abbiamo sostenuto l’azione del Presidente Conte.
Personale, dici, perché mai discussa in nessun organo di Partito. Un qualsiasi Segretario di Partito quando si esprime non parla mai a titolo personale. La lettera a “La Stampa” pubblicata il 28 Marzo è in continuità con quanto da me detto nella Direzione del 9 Febbraio a Ravenna (di cui abbiamo registrazione), del mio intervento al Congresso Regionale siciliano del 22 Febbraio a Catania (di cui abbiamo registrazione) e nelle riflessioni politiche.
Certo, quanto da me espresso può non essere condiviso, e per questo aprirò quanto prima un consultazione on-line dei componenti del Consiglio Nazionale e dalle loro risposte saprò trarne le conseguenze.
Caro Eugenio, la mia attività professionale mi costringe ad un esercizio quotidiano, vivere il presente, pensare agli sviluppi del medio periodo ed a ipotizzare sul come attrezzarsi sul lungo termine.

La pandemia, che sta vivendo, ormai, tutto il mondo, segna un momento molto triste che nessuno di noi avrebbe mai immaginato. Nella tristezza scopriamo la forza delle donne e uomini impegnati nel sistema sanitario pubblico, nel volontariato, nella Protezione Civile, nelle attività agro alimentari, nella distribuzione e nelle forze dell’ordine. A tutti loro vanno i nostri ringraziamenti, che non saranno mai proporzionati agli sforzi che stanno compiendo. Quotidianamente viviamo la perdita di parenti ed amici cari senza potervi tributare un ultimo saluto.

Credo che alla fine della pandemia avremo un’Italia migliore, solidale, unita intorno ai valori della Repubblica e consapevole alla ricostruzione di un futuro migliore. Questo per me è l’humus dove il Partito della Ragione può crescere.
Lo scritto di Mario Draghi al Financial Times analizza i futuri scenari e da indicazioni di cosa bisognerebbe fare per evitare alle economie, ed in particolare quelle più deboli (Italia), un pericoloso blocco della domanda e dell’offerta con tutto ciò che ne consegue, bene io sulla proposta di Mario Draghi sono in accordo al 100%. Avendo l’obbligo di informarmi per capire cosa si può sviluppare nel medio periodo ho approfondito cosa ipotizzano gli istituti di ricerca economica più qualificati.

  1. Il 26 marzo, giorno della chiusura di tutte le attività produttive (ad esclusione di quelle indispensabili) ho rilevato i dati OCSE; ogni mese di chiusura costa all’Italia un -2% di PIL, se la chiusura si protrae sino al 30 giugno avremo -5,5% del PIL, come nella crisi del 2009 (quando il 25% delle attività industriali italiane hanno chiuso per fallimento). La disoccupazione oggi al 10% aumenterà, il debito pubblico supererà il 150% del PIL con la necessità di finanziare disoccupazione e cassa integrazione.
  2. Confindustria Rapporto Primavera 2020. Stima del PIL italiano in profondo calo, -6,0%. Aumento rapporto debito-PIL al 156%. «Occorre tutelare il tessuto produttivo e sociale della nazione con strategie e strumenti inediti e senza lesinare risorse per garantire il benessere futuro a tutti. È chiaro che solo mettendo in sicurezza cittadini e imprese la recessione attuale potrà non mutarsi in una depressione economica di lunga durata».
  3. Centro di Ricerca Economica IFO (Istituto tedesco). Fermo attività produttive Italia:

2 mesi – costo Miliardi → 143, -8%

234, -13,1%

3 mesi – costo Miliardi → 200, -11,2%

342, -15,1%

E rispetto a questo quadro noi, che come tu dici dovremmo rappresentare la sintesi di posizioni d’avanguardia, rimaniamo in silenzio? Ed, inoltre, attribuisci al mio appello “per questo mi auguro che possa con generosità assumersi ogni responsabilità a cui il Paese unito lo possa chiamare”. Tu la definisci una posizione “di quelle facili che stanno a rimorchio di posizioni altrui”. Rispetto a questo credo che la penna ti sia sfuggita di mano.

Ho la tessera del PRI dal 1973, forse non ho capito bene, ma mi sembra che indipendentemente da chi sia il Presidente degli Stati Uniti o il Premier di Israele, noi siamo stati sempre vicino a quei popoli, e nel caso degli Stati Uniti, saprai, che è il maggior importatore di prodotti italiani.
«Anche Calenda …», come tu dici, guarda caso, che il 4 Aprile dichiarava su Twitter: «Non si può affrontare una emergenza straordinaria con un assetto di governo ordinario».

Caro Eugenio, certamente, Ravenna e la Romagna hanno un posto importante nel cuore dei repubblicani, io stesso negli ultimi anni sono venuto molte volte e ho voluto, anche, celebrare in Ravenna la Direzione Nazionale del 9 Febbraio scorso. Il Partito sta ripartendo in tutta la penisola, non ti sfuggirà che il 19 Settembre gli amici di Alessandria, unitamente alla Segretaria regionale del Piemonte, hanno organizzato un convegno con in sala oltre ottanta persone, con relatori professionalmente molto interessanti, in un giorno infrasettimanale; che gli amici della Toscana hanno celebrato il Congresso Regionale a Pisa con una presenza di oltre centoventi amici; che il 22 Febbraio si è celebrato in Sicilia il Congresso Regionale con una presenza di circa trecento repubblicani e delle massime rappresentanze regionali sia del centrodestra che del centrosinistra e del Presidente della Regione.
Prima delle elezioni comunali del prossimo anno il Partito sarà impegnato nelle Elezioni Regionali, che saranno rinviate da Maggio all’autunno di questo anno, Coronavirus permettendo, dove avremo la presenza del simbolo di certo in Toscana, Campania e Puglia. Mentre per Veneto e Marche gli amici si stanno organizzando per partecipare.

La ripartenza del Partito passa per una presenza in tutto il territorio nazionale.