I radicali: «Fino a quando e fino a che punto le nostre libertà possono essere limitate?»

«Nel paese, da settimane vediamo fiorire idee e proposte di nuove forme di contenimento da attuare con ogni mezzo, di controlli amministrativi che prevedono l’utilizzo di droni, di braccialetti, di applicazioni di tracciamento, schedature e controllo delle celle telefoniche». Inizia così una nota Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito Radicale.

«Riepilogando, dal 23 febbraio al 25 marzo sono stati presentati 7 decreti-legge, 8 decreti del Presidente del Consiglio, 2 delibere del Consiglio dei ministri, 19 ordinanze del capo dipartimento della protezione civile, 2 ordinanze del ministro della salute, 2 direttive del ministro della pubblica amministrazione, un decreto del ministro dello sviluppo economico, una circolare del ministro dell’interno; e poi c’è il corollario di ordinanze regionali e avvisi comunali. E come se non bastasse, il Parlamento che opera in forma ridotta per decisione di maggioranza e opposizione. 

Se un tale uso dell’autorità pubblica, che ha ormai invaso in maniera mai prima concepibile la libertà privata di ogni cittadino, dev’essere inevitabile in un momento straordinario come questo, non ci si può non interrogare sul fino a quando e fino a che punto le nostre libertà potranno essere limitate

E se si rischia il carcere per chi non rispetta i vincoli imposti dai vari DPCM, chi può escludere che a breve anche la libertà di espressione, l’esprimere finanche un dubbio, non sarà reato? 

Vogliono farci credere che è una guerra e si comportano come se fosse una guerra, ma è una pandemia sanitaria che va combattuta superando il divorzio tra scienza e politica, come auspicava da tempo Pannella, e non desertificando la democrazia, ma coltivandola.

L’incertezza e la confusione istituzionale sulle misure adottate ci allarmano e ci pongono degli interrogativi importanti. Queste disposizioni avranno un limite o invece si proseguirà con il moltiplicarsi di disposizioni amministrative e non legislative che, alla fin fine, come altre volte è accaduto, possono diventare prassi, minando i diritti costituzionali di ognuno?

Sull’emergenza sanitaria, sociale e istituzionale che rischia di esplodere come una polveriera, grava, come si diceva, un macigno economico che sta già rovinando sulle nostre teste. 

Noi siamo i primi a sentire la difficoltà e probabilmente l’impraticabilità nel chiedere di sostenere ora più che mai il partito del diritto e delle libertà».