La democrazia sospesa. Paolo Becchi: «Siamo nelle mani del Comitato Tecnico Scientifico»

Un mese di assolutismo sanitario. Poche voci, qua e là (ma va detto: ogni giorno più numerose) che lamentano la sospensione di valori costituzionali come la libertà personale, di associazione, di spostamento, la quotidiana violazione della privacy (e la minaccia di una continua e sistematica violazione anche in futuro). Il Parlamento, che avrebbe dovuto svolgere un ruolo di primo piano con in gioco i destini del Paese, che non c’è. Una maggioranza debole e poco qualificata, forse tra i peggiori governi di sempre, costretto a fare i conti con l’emergenza più grave degli ultimi 75 anni. E Conte che sembra alternare errori e indecisioni e che ha un solo faro. Il Comitato Tecnico Scientifico. Ma una cosa abbiamo appreso dalla Scienza. Lo sapevamo già in effetti, ma è apparso a tutto chiaro. Non esiste, né può esistere, una scienza, al singolare. Esistono scienze. Non esiste una comunità scientifica. Esistono i suoi esponenti, con le loro idee e le loro valutazioni, spesso contraddittorie. Ma la scienza non è monolitica, la scienza non possiede il Vero, la scienza precede per tentativi ed errori. E non si possono tollerare gravi esperimenti sociali, con grandissimi rischi economici, se non si ha pienamente il controllo della situazione. Sull’argomento è intervenuto il filosofo Paolo Becchi. «Siamo nelle mani del Comitato Tecnico Scientifico. Abbiamo capito questo. Ma nessuno sa dire da chi è composto».