Bel lavoro Giuseppi!

Il faccione di quel brav’uomo in tutina che ci legge il bollettino i pomeriggi, sembra per lo meno perplesso. I dati vanno interpretati, dice, infatti sembrano stabili. Stiamo da venti giorni chiusi in casa e non è che sia cambiato gran che. Ce credo, a Roma sono tutti in giro con il cane, e i cestini dell’immondizia pieni di escremento di cane, che bisognerebbe chiedere al professor Lopalco se sia salutare o meno. In Cina sparano al cane, se lo mangiano e la prossima volta sparano a te, ecco fatto l’isolamento. L’unico a comprenderlo in Italia è quel nazista di Zaia che voleva il coprifuoco, fatelo ministro degli interni e allora caleranno i dati.
Il modello italiano è preso in esempio in tutto il mondo si compiaceva il ministro degli Esteri Di Maio, quello che non è riuscito a Mussolini è riuscito a Conte. Solo che a noi ci ridono dietro dal primo momento. Pretendiamo l’isolamento senza riuscire a mantenerlo. 50 mila denunce in un giorno. E la cosa era chiara dal momento della zona rossa. Nemmeno la Corea ha fatto le zone rosse, perchè i coreani sanno che la gente scappa come è scappata dal Lodigiano prima e poi dall’intera Lombardia. I coreani hanno fatto subito zona rossa l’intera Corea e così stanno facendo gli altri paesi europei, ma magari attenti a non mettere in ginocchio la loro economia. La Germania, che ha una sanità che funziona a contrario nostro, per questo ha meno morti, manco mille e duecento, ha lasciato tutto il terziario aperto e gli artigiani anche insieme alle principali filiere. Mica la gente si autocertifica in un paese democratico. La Svezia è aperta e se ne frega, la Svizzera non si capisce. L’Italia è il modello cinese che non riesce a farlo. Non ci sarà nessun corona bond o quant’altro perchè già ci accusano di non aver messo in garanzia i medici e di aver diffuso il contagio anche grazie a quello. Attenzione alla polemica Conte -Fontana che è più seria di come la presenta la stampa e più profonda di come il premier pensa di smontarla. Fontana non ha solo accusato Palazzo Chigi di una mancata fornitura di attrezzatura sanitaria, ma di sottovalutazione dell’allarme. Per cui se le misure della Lombardia sono state prese tardi e male, come è stato accusato Fontana in consiglio regionale, non è colpa della Lombardia ma del governo centrale. Visti i morti, la cosa non sarà senza conseguenze, non passerà in cavalleria, il governo dovrà risponderne, se non a Fontana, ai magistrati. Se il governo non vuole sparare ai cittadini, spari almeno ai magistrati o si prepari a finire in tribunale che è il suo giusto posto.