Non è la radio. Piccola, bella, incisiva

Metti un po’ di innovazione in tradizione e qualità e aggiungi l’amore per la radio. Ecco Non è la Radio, una Web Radio, anzi: una Indi Radio, come ti correggono dal sito internet: «Ovvero una Radio indipendente, che fa radio in modo libero e spontaneo dando voce a tutti ma proprio a tutti! Un palinsesto pieno e completo, con trasmissioni che trattano i vari argomenti: il Social, il mondo del Lavoro, la Politica nazionale e internazionale, il Cinema, la Musica, la città di Roma e lo sport, ce ne è per tutti i gusti e per tutti i colori e per tutti coloro che hanno voglia di Radio».

«La Radio è il teatro della mente» (Steve Allen)

La radio era una fonte di intrattenimento accessibile, ricorda Guido Sperandio, non costava e quando i tempi erano disperati, cioè zero divertimenti e poche lire, lei era lì. Solo che è rimasta lì sempre, anche quando la Tv in bianco e nero e poi a colori ha dato un volto alle voci, è rimasta lì a ringiovanire. Perché è questo il segreto del suo fascino: la radio non invecchia. Tutto le è invecchiato intorno, pensiamo ai giornali, lei resta lì, a prendere nuovo abito, ma sempre giovane, sempre accanto ai giovani. La parola detta supera la parola pensata e la parola scritta. È già di per sé riflessione, ma è anche compagnia. E non ti impegna, sopporta la tua distrazione. Non è invasiva come la televisione che tu devi essere per forza lì. La radio tollera. Ecco perché non possiamo farne mai a meno. E perché la vogliamo in tutte le lingue e in tutte le salse. 

Non è la radio, dunque. Un progetto, quello di Luca D’Alessandro, e dei ragazzi della sua redazione (Francesco Tomei, Mirko Borghesi, Alessio Grifantini, Francesco Di Giovanni e Manuel Manconi, nato a Roma ma che ha ambizioni nazionali. Del resto basta dare uno sguardo al palinsesto per accorgersi di quanto le idee siano già messe bene a fuoco. Abbiamo intervistato Francesco Di Giovanni.

Ascolta l’intervista