Conte sta sbagliando tutto (per tacer di Borrelli). Dall’emergenza sanitaria a quella giuridica

La riforma di fatto, la chiama Daniele Capezzone. La sovranità appartiene alla Protezione Civile, che la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dall’Istituto Superiore di Sanità. Ma il Governo Pd-5S sta gestendo tutto male, anche se l’andamento dei nuovi contagi conferma le previsioni dell’Eief (cioè un progressivo ritorno alla normalità tra la fine del mese di aprile e gli inizi di maggio.  Intanto l’emergenza sanitaria, sulla quale l’avvocato Carlo Taormina ha deciso nei giorni scorsi di fare chiarezza. «Ringrazio le oltre 700.000 persone che mi hanno, in un solo giorno, voluto sostenere nella denunzia da me presentata alla Procura di Roma contro i responsabili di questa autentica strage colposa di Stato. Ieri sono morte quasi mille persone e oggi ne moriranno più di mille. Sono tutti morti per mancanza di ventilatoti e di letti di terapia intensiva e sono morti letteralmente sgrossati. L’aver ritardato di 40 giorni l’imposizione delle misure oggi vigenti ha fatto sì che crepassero tante di quelle persone perché nella impossibilità di soccorrerle. Chiedo che le autorità ci dicano quante sono state le persone morte in casa e che non si sono nemmeno raggiunte pur essendo stato richiesta l’intervento medico; chiedo quante siano state le persone morte fuori degli ospedali e fatte rimanere a crepare nelle autoambulanze perché non c’erano respiratori o letti di terapia intensiva; chiedo quanti siamo stati i morti negli ospedali che si è scelto di far morire per salvare altre vite. A tutti chiedo di farmi pervenire materiali ed elemento che io possa utilizzare per dare ulteriore supporto alla denunzia che non è mia ma di tutti: studiotaormina@virgilio.it». Non si citano le responsabilità politiche di chi negli ultimi anni si è reso responsabile di sistematici tagli alla sanità.

Carlo Taormina

Poi c’è l’emergenza giuridica, su cui più volte abbiamo insistito qui su L’Iniziativa Repubblicana. E su cui è scivolato stamattina Borrelli (che nel pomeriggio ha però dichiarato: «Le mie parole sono state travisate». Annota Giuseppe Portonera su Atlantico Quotidiano: «Accettare ingerenze pubbliche nell’esercizio dei diritti individuali più marcate del solito, non equivale ad arrendersi all’idea che queste ultime possano essere adottate extra ordinem, oltre, cioè, le forme costituzionali».

«Non sono convinto dall’argomento secondo cui dovremmo affermare l’esercizio di poteri emergenziali in assenza di una legge. Un potere del genere o non ha inizio o non ha fine. Se esiste, è impossibile da limitare. Non sono preoccupato dal fatto che ciò ci farebbe precipitare direttamente in una dittatura, ma si tratterebbe sicuramente di un passo in quella direzione sbagliata» (Robert Jackson)

«Non solo. Esteso il concetto di “zona rossa” all’intero Paese, il buon senso e la logica giuridica avrebbero richiesto l’adozione di un nuovo decreto-legge, in grado di fornire la base giuridica per imporre limitazioni alle libertà costituzionali di tutti i cittadini italiani. D’altronde, è del tutto evidente che la dimensione dell’intero territorio nazionale non possa essere costretta entro l’espressione di “comuni” o “aree” impiegata dal DL n. 6/2020, a meno di sostenere – in modo un po’ “azzeccagarbugliesco” – che l’Italia sia un’unica gigantesca “area” … Dunque, venuto meno quel presupposto di fatto, è venuta anche meno la ratio della legge e, con essa, la possibilità di farvi ricorso per disciplinare situazioni al di là del suo ambito operativo: cessante ratione legis, lex ipsa cessat».

Infine l’emergenza economica. Non solo i cittadini non possono restare agli arresti di una dittatura sanitaria. Ma l’attività economica deve assolutamente riprendere per non avere guai ancora più seri di quelli odierni. Dal 14 devono sì riprendere le attività 1:1 (parrucchieri, barbieri, centri estetica), cioè attività dove, tramite prenotazione, si può avere un cliente alla volta. Ma si deve cercare di anticipare l’apertura di bar, ristoranti e centri scommesse. E pensare subito alla stagione estiva. Rinviare ulteriormente vuol dire condannare molte partite iva alla chiusura.