Salvini riporta d’attualità lo stile Papeete

Sembrerebbe proprio che il senatore Salvini abbia deciso di indossare di nuovo le felpe della sua perenne campagna elettorale, riproponendo i soliti inutili, inopportuni, e perniciosi attacchi all’UE, dopo che nelle settimane scorse si era già “impegnato” attivamente contro la BCE. Sono di oggi, infatti, le invettive contro Bruxelles, accusando l’Europa “di vendere” chiacchiere, senza alcun apporto costruttivo alle esigenze connesse con la crisi in atto in Italia. Ha detto che abbiamo avuto solo fumo e niente arrosto. Mi sembra di capire che pronunciando queste parole, egli potesse puntare (anche forse non del tutto conscio delle possibili negative conseguenze) al duplice obiettivo di riproporre agli occhi dell’elettorato nazionale, oggi particolarmente toccato dalle oggettive difficoltà, l’immagine ingiallita dei burocrati di Bruxelles nemici dell’Italia; e nel contempo cercare di recuperare lo spazio perduto nei consensi, riproposto dagli ultimi sondaggi di opinione. Ma a noi non sembra questo il momento opportuno per simili comportamenti; avendo anche presente che senza le famigerate clausole di salvaguardia volute dal governo di cui lui era significativo azionista di riferimento, oggi il Paese disporrebbe di ben 19 Mld da impiegare per alleviare le difficoltà degli Italiani. Vorremmo poi ricordare a Salvini che già dalla settimana scorsa la commissione UE ha notificato ai paesi l’avvenuta sospensione della validità del patto di stabilità, consentendo così al governo di poter varare in deficit il recente decreto legge che stanzia i primi 25 MLD per gli interventi immediati di sostegno alla crisi nazionale. Ed ancora ieri la presidente von der Leyen ha ufficializzato la decisione della costituzione del fondo di 100 MLD (SURE) a sostegno del reddito dei lavoratori che hanno perso l’occupazione per effetto della pandemia, nei paesi con maggiore criticità: ovviamente l’Italia sarà tra le nazioni che più di altre (Germania, Olanda, Austria) potrà usufruire di questa disponibilità. Ma va ulteriormente evidenziato che già da alcuni giorni è stato dato per acquisito l’accordo con la BCE per cui nell’anno in corso la Banca centrale, attraverso il Quantitative easing, garantirà la copertura di acquisto di titoli del nostro debito sovrano per almeno 200 Mld. Questi sono provvedimenti già definiti, e dei quali è ragionevole immaginare che il senatore Salvini ne fosse a conoscenza. Ed allora ritorna la domanda: perché questo inconsulto odierno attacco? Nei prossimi giorni poi dovrebbe trovare una più puntuale indicazione la comunicazione oggi espressa da von der Leyen della predisposizione di un possibile piano Marshall come diretta ed immediata ricaduta del bilancio ordinario dell’UE. Ma ancora, bisogna anche attendere la prossima settimana quando ci sarà la riunione dell’Ecofin (i ministri dell’economia dell’area euro), che dovrà fornire risposte al mandato conferitogli dal consiglio dei capi di Stato e di governo, riunione questa che si era conclusa senza decisioni operative, ma con il mandato all’Ecofin. Non v’è dubbio che il “pin-pong” tra Ecofin e Consiglio al quale abbiamo assistito alla fine del mese di marzo non sia stato un momento particolarmente felice per l’immagine delle istituzioni europee; ma la volontà espressa di voler individuare ulteriori opportuni strumenti di collaborazione e di sostegno finanziario, rappresentare certamente un possibile ritrovato spirito di solidarietà.