Una politica estera europea o una misera autarchia in Europa?

Ciò che hanno di fronte fra alcuni giorni i leader dei paesi Europei non è semplicemente se aiutare la ripresa di tutti i paesi europei senza la tagliola delle politiche rigoriste tedesche e olandesi, ma sarà la sopravvivenza stessa dell’ Europa.
Le posizioni espresse da Draghi, esprimono la preoccupazione sulla emergenza contingente, ma hanno presente lo scenario globale e lo sviluppo che si avrà. Mette in guardia tutti dalla tentazione della presunzione che ci sia un margine di crescita per i singoli paesi per cui propone di utilizzare un massiccio piano di investimenti e di spesa pubblica a debito per non inginocchiare l’economia complessiva dell’eurozona. Un secondo piano Delors fatto di scelte infrastrutturali pubbliche, capaci di coinvolgere anche gli investimenti privati in grado di ammodernare i sistemi paese
ma anche capace di introdurre regole fiscali comuni, e di modificarne altre insufficienti, di modificare la mission della BCE da strumento di controllo inflattivo in uno strumento di tutela di tutti i paesi europei da attacchi speculativi e momento di emissione di eurobond a lunga scadenza che mettano in condizione i singoli paesi di riprendersi.
Meglio del piano Marshall un secondo piano Delors. Ma la prospettiva deve rimanere l’economia globale, con regole che limitino le speculazioni finanziarie. Pensare che si possa creare un’area di difesa europea dagli USA e dalla Cina è una visione miope, direi priva di politica estera. Noi siamo storicamente nell’alleanza Atlantica, ci siamo in modo limitato perché senza un’ Europa politica unitaria non siamo in un ruolo equilibrato con gli USA e con i paesi anglosassoni e Canada alleati degli USA. Ma questo non è colpa degli USA ma di questa Europa divisa e velleitaria.

Trump per ridefinire le regole globali, usa la trattativa bilaterale, con la Cina, con la Corea, con la Germania, con l’Italia, con la Francia. Ma mentre con la Cina e i paesi extra europei è comprensibile che lo possa fare, con i paesi europei lo fa perché l’Europa non ha una Costituzione, non è unita politicamente, viene percepita come divisa e Trump è costretto a non avere una trattativa bilaterale con l’Europa, ma tante trattative bilaterali con i più forti stati europei. Finirà con un compromesso di interesse comune la trattativa USA- CINA, è sarà quello di penetrare nei mercati restanti senza pestarsi i piedi. Ma se l’Europa unita si presentasse in una trattativa bilaterale con gli USA rinsaldando i legami Atlantici, noi avremmo come prospettiva il mondo e potremmo anche chiedere un rapporto più equilibrato dentro l’alleanza Atlantica. Se la politica estera avesse solo il respiro della contingenza ed offriamo alla Germania il ruolo di leadership in un mercato del 5%-10% della popolazione mondiale noi non rafforziamo né l’Italia, né la piccola egemonia tedesca e sopratutto distruggiamo l’idea di un’ Europa politica, culla della civiltà occidentale e democratica, punto di equilibrio e di stabilità nel mondo. Ci sono due modi di presentarsi alla trattativa fra alcuni giorni, una è quella di Macron, che avvisa la Germania ma tratta il piano B con l’America.
E poi, c’è quella di Gualtieri, di Gentiloni e forse anche di Conte che offre l’egemonia Europea alla Germania, illudendosi che fuori dall’Alleanza Atlantica questo simulacro di Europa possa reggere la tenaglia USA-CINA del dopo pandemia.
L’unico modo per dare stabilità e prospettive all’Italia, all’Europa, e una leadership democratica anche alla Germania è quella dell’Europa politica, di una politica economica europea e non solo monetaria.
La sfida per la leadership deve essere la credibilità democratica che non dipende da burocrati rigoristi ma da istituzioni elette e dalle scelte che includono tutti in scelte strategiche di lungo periodo. Nessuno può chiedere di scaricare sugli altri i debiti consolidati che deve onorare nel lungo periodo. Ma nessuno può pensare di approfittarsi dell’emergenza o da regole violate per interessi nazionali.
I paradisi fiscali aboliti, le regole commerciali rispettate. Altrimenti percorriamo un’altra strada che può essere quella degli Stati Uniti d’Europa con costituzione Europea, unità politica, elezione di un governo europeo e non commissione di secondo grado, con una politica estera occidentale ed Atlantica. Con chi ci sta, Germania o meno, e i debiti
verso questa Europa vengono rinegoziati e onorati con le regole e i tempi dei danni di guerra.
Naturalmente mi auguro che a questo non ci si arrivi ma chi ha un cappio al collo si difende come può.