Il Tramonto dell’Occidente

Il tramonto dell’occidente è un volumone per la verità piuttosto oscuro e confuso, che un professore della sperduta provincia tedesca, Oswald Spengler scrisse e riscrisse tra il 1918 ed il 1922, in pratica cento anni fa. Il grande successo che ottenne dovette più ad un’intuizione collettiva che ad una conoscenza autentica, Spengler profetizzava la fine del sistema democratico quale lo si era conosciuto. L’illuminismo che aveva portato la campagna a voler diventare come la città, stava fallendo il suo percorso, e sarebbe stata la campagna semmai ad imporsi sulle città. Possibile che Spengler fosse rimasto colpito dall’evoluzione del leninismo in Russia. Comunque il più grande interprete politico di Spengler fu Mussolini che ne redasse direttamente un programma, incluso soprattutto il profilo cesareo che secondo Spengler era inevitabile si dovesse assumere per il governo. Il “tramonto dell’occidente” aveva infatti per chiaro che la democrazia intesa come parlamentarismo e pluralismo non servivano più a niente. Le teorie di Carl Schmitt a riguardo nascono dalla visione di Spengler. Quando si sperimentò fino alle estreme conseguenze il frutto di quelle dottrine ed un mondo ridotto in macerie si rivolse nuovamente alle democrazie che lo avevano salvato, gli Stati uniti d’America e l’Inghilterra, Spengler e la sua opera furono dimenticati. Va anche detto a discolpa di Spengler che egli era un bastian contrario, perchè avverso all’illuminismo democratico, avrebbe disprezzato Hitler e Lenin e rideva di Mussolini. Ma non è che per questo il pensiero spengleriano è morto e non mantiene invece le radici che hanno portato l’Europa nel suo complesso fuori dalla tradizione democratica, che così come tramonta, risorge infinite volte. Ogni volta che si mette in questione il Parlamento, la sua efficacia, la sua autentica funzione di governo, il presidente del consiglio ne è solo un interprete, Rousseau lo avrebbe definito il primo servitore del popolo, non certo il suo avvocato, il ghigno di Spengler rifulge. Ma rispetto a cento anni fa le cose sono destinate a peggiorare. Nemmeno Hitler e Mussolini chiedevano di portare i bambini in giro intorno all’isolato come cani al guinzaglio e nemmeno sotto le bombe. Lo ha fatto Conte.