Il nostro vanto e vecchi alleati

Non c’era certo bisogno dell’emergenza da Covid-19 per evidenziare le fragilità che da decenni il nostro paese palesa. Nonostante ciò ancora una volta, nelle difficoltà, il paese sta dando grande prova di sé.  In particolare ci riferiamo a quegli uomini e a quelle  donne che possiamo definire, a ragione, il nostro Vanto Nazionale.

Si tratta di quei medici, infermieri, operatori sanitari, personale del 118, forze armate ed altri che manifestano un autentico spirito di sacrificio, e un alto senso dello Stato. Infatti, ad esempio, è grazie al loro costante impegno se nella Fiera di Milano l’ospedale per i malati da Covid-19 è stato allestito e completato in soli 14 giorni.  Si tratta di una struttura che nel giro di un paio di settimane ospiterà tremila nuovi posti letto. I primi posti saranno resi disponibili tra 48 ore. Con questa opera si dà la possibilità a molti contagiati dal virus di poter ricevere cure adeguate. 

Da più parti si è detto che si è tratto di un fatto da definire come “straordinario”.  Ecco il punto è proprio qui. Il covid-19 è un fatto straordinario. Per fortuna. La costruzione di un numero adeguato di opere pubbliche, di infrastrutture ed altro, in tempi ragionevoli, deve essere un fatto ordinario; deve essere la regola non l’eccezione.   La presenza dello Stato, in queste cose, deve tornare ad essere ordinario.  Cioè deve tornare ad essere ordinario che in un paese di oltre sessanta milioni di persone, si abbia una sanità adeguata, ed uno Stato che funzioni.

In mancanza di questo, avremo reso vano l’enorme sacrificio di uomini e donne che in questo momento reggono l’intero peso della nostra Nazione. Nelle ultime ore il presidente americano Donald Trump, in un colloquio con il premier Conte, ha assicurato il sostegno degli Usa all’Italia attraverso aiuti che presto dovrebbero arrivare nel nostro paese. Al di là degli aiuti, che comunque sono importanti, il dato significativo è che il vecchio alleato si è, finalmente, fatto sentire. Assordante fino ad ora il suo silenzio, atipica la sua assenza.

È essenziale per il nostro paese “ritrovare gli alleati perduti”, come opportunamente ha scritto Massimo Gacci sul Corsera.Ci auguriamo che il dialogo vada avanti il più possibile.