Serve una rigenerazione

È necessario trasformare la scuola dal basso. Trovare in questi giorni le motivazioni dentro di sé. Dovremmo guardare a ciò che davvero conta nella vita perché diamo troppa importanza a troppe cose senza importanza. La spinta del cambiamento per un nuovo umanesimo può arrivare innanzitutto da noi stessi, dalla scuola, dall’università e dalla ricerca, ma soprattutto dalle persone che vivono la scuola. Come? Semplice: attuando una pratica diversa, con la creatività, con l’esempio. E può arrivare dai docenti, dai ragazzi, dalle famiglie.

Questi giorni dovrebbero servire per andare all’essenza delle cose, per attenuare di molto il rumore di una tecnocrazia chiassosa e frenetica, per riscoprire un libro riducendo l’uso del tablet e del pc, per scrivere un diario con l’uso meditativo della penna piuttosto che passare le ore sullo smartphone, oppure per guardare in santa pace un buon film, magari un classico. Invece, che facciamo tutto il giorno? Che cosa fanno gli studenti in tale frangente? Che cosa offre la scuola? Dov’è l’inventiva, il genio italico, la bellezza, la creatività, la vita? Qual è il messaggio educativo che sta dando la scuola nelle settimane del Covid-19? Sono allibito. Questi giorni potrebbero essere l’occasione per riflettere su quale possa essere il ruolo e lo scopo della scuola per il futuro. E percorrere sentieri diversi, possibilità altre, prospettive future. Talento, immaginazione, fantasia, sogno, libertà, coraggio, vita vera, cielo notturno, cosmo interiore, dialogo, forza, amore, amicizia, creatività. Serve una rigenerazione.