Valbonesi: «La Germania o cambia strategia o va lasciata sola»

Sta avvenendo quello che Habermas aveva denunciato da anni. La politica di immobilismo della Merkel e del rigorismo di Schnaubel avrebbe portato a una spirale burocratica incapace di far vivere l’Europa politica e avrebbe riportato tanti pregiudizi nei confronti della Germania aiutata nel momento della unificazione, dopo la tragedia della guerra mondiale ed incapace di reggere la leadership europea se non attraverso la finanza speculativa. Questo in tempo di normalità figuriamoci in tempi di
emergenza dove la Merkel e i falchi rigoristi sperano di arricchirsi alle spalle dei paesi più colpiti, attraverso non la solidarietà degli eurobond, corona bond a tutti i paesi per le loro necessità, ma attraverso un meccanismo che imporrebbe a chi usa il MES di ristrutturare il proprio debito con lacrime e sangue. Può darsi che la Germania non si preoccupi più di tanto di aiutare Spagna ed Italia e che preferisca un’ Europa dominata e in ginocchio a un’ Europa che compete nel mondo, alleata con USA, Canada ed Inghilterra. La Germania è inaffidabile per una politica di Europa politica e vuole avere mani libere per commerciare, con Cina, comprare il gas russo, violare la legge europea sui commerci nell’area comunitaria.
È un disegno velleitario perché la Germania non è nella migliore solidità delle sue banche. Ha goduto dei privilegi dell’euro, ma se i fondi americani ed occidentali vogliono approfittare della divisione europea fanno crollare l’euro e l’Europa le cui conseguenze cadrebbero su tutti e in particolare sulla Germania stessa. La Germania che trova spalle solo in Olanda e Finlandia è una nazione dopo la crisi pandemica di cui non si fiderà nessuno.
Se l’Italia si rendesse conto di ciò e avesse persone affidabili a rappresentarla e non filotedesche come Gualtieri o filorusse come Di Maio e filocinesi come Conte, potrebbero dare una svolta importante alla soluzione della crisi.
Un conto è che garante di una politica di allargamento del debito pubblico con restituzione a 30/40 anni siano Draghi e la solidarietà nazionale e un conto è che lo faccia Conte con un governicchio e senza prestigio internazionale. Questo è un governo che centellina ogni spesa clientelare ed assistenziale ai fini elettorali non un governo che punta all’interesse generale.
È un governo che la tirerà per le lunghe e non si capisce perché non punti a un grande investimento. Senza patto di stabilità e con l’ombrello BCE se pensa che bastino 25/50 miliardi per competere con chi ne stanzia 10/20 volte di più vuol dire che o ha una sudditanza psicologica ( Gualtieri) o non sa rendersi conto di cosa significa bloccare un paese integralmente e di quanto occorra per ripartire. Draghi attirerebbe capitali, terrebbe a bada la Merkel e tesserebbe un piano di intervento serio per la ricostruzione. I penultimatum di Conte non spaventano nessuno anzi se da gregario si improvvisa leader generando gelosie nella Francia rischia un tagliafuori che isolerebbe l’Italia per dividersi le spoglie. La soluzione è quella di uscire dalla crisi sanitaria con un nuovo governo di unità nazionale che affidi a Draghi la ricostruzione, la nuova prospettiva Europea, e rinnovi alla pari un’alleanza Atlantica capace di competere con la Cina che tenterà di comprare asset strategici nel mondo. Una alleanza che deve essere strategica economicamente ma anche sul piano militare e della pace.