Giulia Pantaleo (GLI): «Pochi hanno a cuore la libertà»

«Perdere le libertà che consideravamo fondamentali e talvolta scontate si è rivelato un gioco da ragazzi attuabile a colpi di decreti governativi. Il nostro mondo preconfezionato e globalizzato si è manifestato in tutta la sua fragilità. Il pensiero liberale di Benedetto Croce e Luigi Einaudi, cementificato da un secolo di lotte e conquiste politiche, si è sgretolato dinanzi al principio di sicurezza massima di Giuseppe Conte e Rocco Casalino». Così Claudio Bello su L’Intellettuale dissidente. Sono poche le voci che in questa emergenza, sanitaria ed economica, si sono levate a difesa della libertà soppressa. Le norme, certo, sono ormai probabilmente ‘necessarie’. Ma la crudezza dell’evidenza è questa: una democrazia liberale non è in grado di salvare e salvaguardare i valori in cui crede e su cui si fonda. I soliti radicali, qualche repubblicano, il Premio Strega Antonio Pennacchi, Marcello Veneziani, qualche costituzionalista qua e là, qualche sovranista. Insomma, un humus culturale di provenienza abbastanza eterogenea, ma un’unica preoccupazione. La gravità delle misure, per quanto provvisorie. Una dittatura sanitaria che ha un tratto doloroso: piace.

«L’Italia è un paese dove sono accampati gli italiani» (Ennio Flaiano)

«La mancanza storica di sentimento e solidarietà nazionale non verrà colmata dalle carnevalate in tricolore sui balconi di questi giorni. L’unica entità che gli italiani ciclicamente attendono affacciarsi al balcone è da sempre l’uomo forte e solo al comando. Uno stratagemma per delegare il peso delle proprie libertà ed espiare le proprie colpe sugli errori altrui. Un processo quindi di deresponsabilizzazione». Scriteriate anche le “scelte in materia di sicurezza di questa classe dirigente”, come evidenziato qualche giorno fa da Massimo Cacciari. È questo il vero vulnus di questa brutta storia, quello sui cui bisognerà tornare quando tutto questo sarà finito. Avevamo 311 mila posti letti nel 1998. Nel 2017, ultimo dato disponibile, ne abbiamo 191 mila. Siamo passati cioè da 5,8 posti letto ogni 1000 abitanti a 3,6. In dieci anni, dal 2007, abbiamo 200 ospedali in meno. Cioè il nostro, come sottolinea Bello, è “uno Stato che criminalizza lo scarso senso civico dei propri cittadini per nascondere le proprie gravi responsabilità in materia di sistema sanitario pubblico”.

Nel frattempo continua il trend di decrescita di contagiati, oggi è il sesto giorno consecutivo se si eccettua il dato di ieri della Lombardia (per il Governatore Fontana dovuti al lavoro arretrato di qualche laboratorio, “i dati sono in diminuzione”). Anche Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato oggi in una conferenza stampa in diretta streaming: «Dal 19-20 marzo la curva dei nuovi casi sembra attenuarsi». Insomma, pare fondata la previsione che vuole la fine di questa fase di contenimento tra la fine del mese di aprile e gli inizi del mese di maggio, anche perché è costituzionalmente impossibile andare avanti a colpi di decreto.

Su tutto questo abbiamo intervistato Giulia Pantaleo, segretario nazionale della Gioventù Liberale Italiana.

Ascolta l’intervista