Un’alta autorità sanitaria per sapere come sta Rugani

Il governo ha affidato l’emergenza ad un commissario ed alla protezione civile che svolgono un compito utilissimo, organizzando strutture e fornendo il bollettino sullo stato della malattia. L’unica cosa, tra le infinite in cui è impegnata la protezione civile, è che essa non sa dirci come si evolve e si specifica il virus. Per cui noi sappiamo che il calciatore della Juventus Rugani è stato inserito numericamente nella casistica degli infetti da cvd 19, ma anche da lui stesso e dal suo procuratore che ha avuto solo qualche linea di febbre e nessuna complicazione tanto da essere entrato nella tabella dei guariti. E’ ovvio che il caso di Rugani non è comparabile con quelli di chi ha bisogno di terapia intensiva e che in nulla è assimilabile a chi si ritrova già in una bara. Allora quello che servirebbe al Paese e al governo è di sapere se c’è un qualche criterio per il quale Rugani ha avuto solo la febbre e un altro rischia la morte e di fregarsene dei Rugani, chi è che non ha avuto la febbre in questa stagione e concentrarsi su chi rischia la morte. Qualcuno in grado di dire se c’è un virus che si manifesta in maniera diversa fra i soggetti che colpisce o se ci sono virus diversi che con un medesimo ceppo hanno poi una differenza di sviluppo. Sarebbe importante insomma distinguere fra le cifre che vengono elargite ogni giorno per capire se davvero vi sia un qualche rallentamento del contagio o meno, perchè se diminuiscono i Rugani e aumentano i pazienti a rischio, non è che abbiamo fatto grandi passi avanti. In questo momento avviene che mentre la protezione civile e l’assessore Gallera sembrano convinti di vedere la luce in fondo al tunnel, l’Oms dice che manco abbiamo iniziato la vera crisi pandemica. Allo stesso tempo sarebbe utile che un’alta autorità sanitaria fosse in grado di capire se il virologo di Marsiglia che vanta una cura sperimentale al virus sia attendibile o meno. A Parigi non si fidano, ma non è che Parigi che predica l’isolamento e manda i francesi a votare, può essere un esempio. Questo signore, ciarlatano o scienziato ha detto che quando uno precipita apre il paracadute senza preoccuparsi di averlo provato. Potrebbe anche aver ragione ma non può essere un commissario della protezione civile a dircelo, che magari manco sa cosa succede nei consessi medici francesi. Un’alta autorità non sarebbe una struttura burocratica di tipo sovietico, ma un’intelligenza scientifica, magari anche passibile di errore, ma che al governo manca del tutto. Ancora ieri un altro step di scienziati sosteneva che il virus si trasmette nell’aria, per cui anche se vai solo a fare la spesa, tanti saluti.