Emergenza sanitaria, Europa e governo del Paese. Brevi riflessioni

Primo, quello che stiamo vivendo può essere, a ragione, ascritto a quegli eventi della storia vanno al di là di ogni umana comprensione.
Infatti mai avremmo immaginato che le nostre abitudini di vita quotidiana potessero essere stravolte fino ad essere quasi del tutto azzerate in così poco tempo.
Tutti ci chiediamo il perché di un fatto di tale portata mondiale.
Ad oggi le prime informazioni raccolte ci dicono che il sistema globale nel quale viviamo non ha saputo dare, nell’immediato, una risposta ai primi focolai che si sono avuti in Cina nella citta di Wuhan verso la metà del mese di dicembre scorso. In tanti sostengono che solo dopo molte settimane le autorità cinesi hanno informato di quello che stava accadendo i responsabili dell’OMS.
Il contagio, poi, si è propagato in ogni parte del mondo favorito, dai grossi flussi di persone che ogni giorno si muovono da e per l’Oriente.
Questa, ad oggi, è la versione che ci viene fornita dalle autorità.
Ma quando l’emergenza da Covid-19 avrà allentato la sua morsa e quando, soprattutto, tante vite saranno messe al sicuro, da queste pagine non mancheremo di approfondire le ragioni che ci hanno portato a vivere uno dei peggiori incubi dal dopo-guerra ad oggi.
Secondo, il contagio da COVID-19 ha colpito in quasi tutti i paese del Mondo, in Europa e soprattutto nel nostro paese. Tutti ci saremmo aspettati che la UE sarebbe intervenuta prontamente con aiuti “concreti” per il settore sanitario e per l’economia.
Per il primo di essi, ad oggi, registriamo solo flebili segnali dalla UE, e siamo in attesa di interventi più incisivi.
Per l’economia, purtroppo, i segnali sono quasi pari allo zero assoluto. Ed allora, cara UE sia chiaro un concetto: qui non è questione di dividersi tra europeisti e non, e nemmeno ci interessa se gli aiuti economici provengono dal MES o dalla BCE attraverso il Q (Quantitative easing), noi italiani abbiamo il diritto, come ha dichiarato lo stesso Presidente Sergio Mattarella – in una nota inviata a Bruxelles- ad avere da subito liquidità per le nostre famiglie e per le nostre imprese; in gioco c’è la tenuta dello spirito europeo, ma soprattutto è in gioco la tenuta sociale dell’Italia.
Il rischio c’è. A Roma sono consapevoli di questo. Siamo in attesa!
Terzo, dalle colonne del Corsera del 25.03.2020 Francesco Verderami, ha ipotizzato il nome di Mario Draghi quale futuro capo dell’esecutivo nazionale, per il dopo emergenza sanitaria e per la fase di ricostruzione economica del paese.
Il nome di Draghi è sicuramente un nome di prestigio, che incontra il favore di quasi tutte le forze politiche oggi presenti in Parlamento, e soprattutto assicurerebbe un dialogo più forte con la Ue e con i mercati finanziari internazionali. Il sasso è stato lanciato.
Vedremo.