41 anni fa moriva Ugo La Malfa

Quarantuno anni fa , il 26 marzo 1979 moriva Ugo La Malfa, i repubblicani tutti lo ricordano con grande affetto e commozione a Palermo sua città natale, in Romagna di cui fu a lungo parlamentare o a Roma sua città in cui ha vissuto ed è sepolto. Ugo La Malfa non appartiene solo alla memoria dei repubblicani o degli azionisti di cui fu uno dei fondatori e dei massimi dirigenti, egli appartiene alla causa della democrazia e della Repubblica Italiana fin da quando giovanissimo fu arrestato perché antifascista.
La Malfa appartiene alla cultura europea perché ha sempre pensato all’Europa politica come alla possibilità di legare la democrazia italiana alle grandi democrazie industriali, interpreti di una comunità di valori di democrazia e di progresso civile.
Un’ Europa alleata con gli Usa e non contrapposta, come ci ricordano le polemiche con la sinistra ideologica anticapitalistica e con il generale De Gaulle, e che lo avrebbero visto protagonista anche oggi, nel sostenere la necessità di questa alleanza contro il terrorismo nazionale ed internazionale e lo sviluppo della democrazia nel mondo.
Fin dagli anni venti, la formazione prima e l’eredità del pensiero di Giovanni Amendola, in Ugo La Malfa si intrecciano con lo sviluppo delle democrazie occidentali , dal new deal di Roosevelt e dopo la seconda guerra mondiale con il “revisionismo”ideologico e riformatore delle forze della sinistra democratica europea :dal laburismo alle socialdemocrazie tedesche e scandinave.
Tutta la sua vita politica è caratterizzata dal tentativo di costruire in Italia una sinistra moderna, non ideologica in grado di utilizzare le opportunità di ricchezza offerte dal sistema capitalistico, strumento neutro, che una cultura di governo moderna poteva indirizzare verso l’interesse generale e verso la risoluzione degli squilibri territoriali e sociali.

Di qui le ragioni di una polemica economica a sinistra, di qui la politica di programmazione e la politica dei redditi, allora combattute ed oggi diventate patrimonio dell’intero paese, anche se a volte contraddette dall’atteggiamento reale delle forze politiche e sociali, sempre propense a difendere le categorie più forti o ad inseguire pratiche clientelari e corporative.
La professionalità e il merito, la produttività del sistema paese , la lotta agli sprechi e al parassitismo, la condanna e la lotta ai centri occulti e mafiosi, la questione morale combattuta contro le manovre speculative di Sindona, la concezione della laicità dello Stato contro le tentazioni confessionali, la pregiudiziale antifascista e per la Repubblica, l’amore per la giustizia e le garanzie di libertà pluralistiche come condizione per la riproduzione dei meccanismi democratici e di coesistenza di valori comuni repubblicani, fanno dell’azione politica di Ugo La Malfa una lezione di impegno politico-programmatico della sinistra democratica italiana , ancora oggi vittima delle proprie fobìe ideologiche, anticapitalistiche e assistenziali che gli impediscono l’acquisizione di una cultura di governo veramente riformatrice.
La Malfa aveva, nella sua concezione di funzione di responsabilità verso l’interesse generale che ogni individuo , di qualsiasi ceto, deve avere verso il proprio Paese e verso la comunità internazionale, una continuità col pensiero di Giuseppe Mazzini e la concezione del dovere come condizione per preservare i valori e la convivenza civile nel rispetto del pluralismo e della libertà.
Ecco perché i repubblicani lo ricordano come un maestro politico, di dirittura morale inossidabile e lo indicano ai giovani come un riferimento di quell’Italia democratica , liberal-democratica repubblicana, laica che potrebbe costituire la normalità con le democrazie occidentali e la ragione di un vero impegno politico per la risoluzione dei problemi veri della gente e non solo un’occasione per la conquista o la contestazione del potere.