Perché stiamo accettando di perdere la nostra libertà?

Mi sono chiesto in questi giorni se la paura per la vita, può far morire anche la capacità critica degli uomini liberi? La mia risposta è che se la paura e l’insicurezza dominano la scena anche la rinuncia al bene supremo che è la libertà può essere visto come il male minore. Cioè, si muore prima, per la paura di morire. Perché accettare di essere agli arresti domiciliari per sei mesi, quando si è sani, per chi come me, ha visto in faccia la morte e averla superata, con la forza di vivere per essere libero, è insopportabile. Se poi, si è scelto di vivere secondo le regole della Repubblica, attraverso la sovranità popolare che si esprime attraverso il Parlamento, vedersi privare delle libertà fondamentali della cultura occidentale in modo arbitrario e anticostituzionale opporvisi diventa un dovere morale prima che politico.
Con gli atti di fede e la non conoscenza delle leggi e della Costituzione si aprono le porte alla dittatura.
Un presidente del consiglio che senza l’approvazione del Parlamento dichiara lo stato di emergenza per sei mesi, il 31 gennaio, con un Dcpm è fuori dalla Costituzione. Lo dicono ormai tutti i costituzionalisti. Da Onida a Cassese, sei ex presidenti della Camera, il garante della privacy sulle libertà individuali, il vicepresidente della Corte dei Conti. È stato esautorato il parere di legittimità costituzionale della Corte dei Conti dall’8 al 25 marzo, il Parlamento espressione della sovranità popolare non si riunisce ed è l’unico che può restringere le libertà individuali per un periodo limitato. Qui hanno messo agli arresti domiciliari 60 milioni di persone. Usano esercito e droni, rispolverano le leggi fasciste del 1934 e invece di preoccuparci dovremmo fare un atto di fede? Chiediamoci invece perché misure che potevano essere prese legalmente sono prese con Dpcm al di fuori della legalità democratica?
Un conto è governare una pandemia sanitaria attraverso uno stato di emergenza limitato e un conto è ogni giorno restringere le libertà individuali, in un crescendo di atti amministrativi, senza confronto democratico, senza approvazione del Parlamento, con Regioni che legiferano, con sindaci che fanno ordinanze con il pressapochismo di chi nell’incertezza domina la scena.

La scienza è impotente, divisa, usata e strumentalizzata. Vediamo scienziati che stimavamo dire prima che è poco più di un’influenza e poi diventare i feroci cultori delle restrizioni perché non era un’ influenzina ma una pandemia.
Non ci sono dati certi che dimostrino quanto siano le morti per coronavirus e quante per altre cause determinanti e con corona virus. Perché si vuole fare credere che solo il modello cinese può essere incisivo? Quando la verità lì è stata occultata per mesi.
E se in altre parti del mondo il virus è sotto controllo senza far morire la libertà e la democrazia perché non si sceglie questo sistema?
Ma questo governo di incapaci, sposa la tesi del sistema cinese e poi, lascia liberi Regioni e enti locali di legiferare. Non avendo usato il Decrerto legge ma dei Dcpm che è un atto amministrativo, consentono alle Regioni di legiferare a loro volta. 150 fra ordinanze, decreti regionali e Dpcm in un mese non danno il senso di una cabina di regia autorevole e consapevole ma di una regia che freddamente sfrutta e alimenta un clima di paura per perseguire un disegno politico a prescindere dal rispetto
delle regole e della Costituzione.
Allora chiediamoci Perché potendo seguire il modello democratico si sceglie l’improvvisazione, il giorno per giorno, perché Mattarella non interviene nonostante i richiami di chi denuncia o segnala questa anomalia?
Già PERCHÉ? Dietro ad un perché c’è sempre un Cui Prodest, e la mia convinzione è che ci sia un preciso disegno politico per arrivare all’autunno con la pandemia superata, dopo averla ingigantita, col governo che elargirà proventi a tutti potendo contare su una montagna di soldi derivanti dalla rottura del patto di stabilità che era diventato una gabbia per la stessa Germania. Già la Germania, che potrà così salvare le sue banche aldifuori di ogni controllo e consolidare il suo dominio sull’Europa. È una strategia che sfrutta la pandemia per cercare di sconfiggere la destra, conviene economicamente e politicamente prima di tutto alla Germania che ha tutto l’interesse ad avere un governo Italiano fedele e al PD che punterà su Conte salvatore della patria per contendere il governo del paese alla dx. Un disegno che trova qualche simpatizzante in FI e sopratutto nel PAPA ansioso di mantenere come metodo di governo quella carità misericordiosa fatta di porti aperti per tutti e di assistenzialismo. Qualcuno dirà ma Conte è stato indicato dai 5S come può essere il salvatore della patria indicato dal PD?
Intanto Conte viene dal mondo della sinistra, secondo è spregiudicato quanto basta per capire che i 5S in una logica di alleanza a sinistra o a destra è finito, aveva una sua forza se rimaneva alternativo o terza forza, noi dovremmo offrire una sponda autonoma ai 5S.
Fatto fuori Di Maio, è cominciata la fuga a destra e a sinistra e per Conte è importante legarsi a chi è strutturato nel paese e nel potere piuttosto che guidare i 5S. La parabola di Monti insegna. Per cui, dirà che è rimasto soddisfatto della lealtà dimostrata dal PD, che la coalizione che lo regge va riproposta e in un clima di bisogno per la ripresa del paese
andare alle elezioni competitivi.
I cultori della scienza politica direbbero che è un piano eversivo, gli uomini liberi e gli intellettuali liberi protesterebbero scenderebbero in piazza. Ma con il coprifuoco, con le menti prigioniere dalla paura e dal bisogno, gli uomini liberi tacciono e gli intellettuali già organici diventano il coro delle rane nello stagno. Resistono solo i patrioti repubblicani, quelli dell’autonomia da destra e da sinistra, i pazzi amanti della Repubblica, ma ci vuole il coraggio della libertà e la volontà di smarcarsi dal conformismo della paura e della mediocrità.