Il governo Conte ai tempi del Covid-19

Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, dalle colonne del Corriere della Sera del 24.03.2020 con un articolo dal titolo Il Dovere di Essere Chiari ci dà l’opportunità di proporre alcune considerazioni sull’operato del Governo Conte ai tempi dell’emergenza da Covid-19.
Il ragionamento da cui partire è che l’emergenza sanitaria da Covid-19 rappresenta un evento da cui sorge la necessità di prendere, da parte dell’esecutivo, scelte difficili in tempi brevi, tenuto anche conto dei tanti e diversi interessi in gioco. D’altronde, che il nostro paese non sia facile da governare non lo scopriamo adesso, aver fatto l’Italia – con il Risorgimento e l’ Unità d’Italia nel 1861- non necessariamente comporta aver fatto, anche, gli italiani.
Inoltre, va anche considerato che altri paesi europei (vedi la Germania) possono contare su un primo ministro con una più lunga e completa carriera politica, la quale sicuramente in termini di esperienza aiuta nei momenti di difficoltà come quello che stiamo vivendo.
Breve inciso: quando la crisi sanitaria sarà finalmente alle nostre spalle, si spera che nel paese si apra una seria riflessione sul tema della formazione e della scelta della classe dirigente italiana, tema che il prof. Cassese ha affrontato in una lectio magistralis che invito tutti a sentire dall’ archivio di Radio Radicale.
Ed ancora, in queste settimane molto si è discusso circa la presunta legittimità dei provvedimenti emergenziali adottati dal Governo in materia sanitaria.
Chi scrive concorda con il Prof. Cassese, il quale ritiene che il Governo abbia creato un nuovo diritto sanitario dell’emergenza, quasi senza tenere conto che la nostra legislazione già prevede strumenti normativi per fronteggiare tali fenomeni epidemiologici: leggi di polizia sanitaria già esistenti, a partire dalle norme della Costituzione sulla profilassi internazionale fino a quelle del Servizio Sanitario Nazionale sulle epidemie e al testo unico delle leggi sanitarie.
Inoltre, l’azione normativa del Governo, sempre secondo il giurista, è caratterizzata da un eccesivo tecnicismo e da numerosi rinvii ad altri decreti, leggi e norme.
Sul punto le osservazioni dell’illustre giurista sono amabilmente sagaci, ”a palazzo Chigi pensano che tutti gli italiani siano dotati di una raccolta normativa completa, incluse le ordinanze?”.
La parte finale dell’articolo è, poi, dedicata ad alcune osservazioni che riguardano l’ultimo provvedimento contenente l’elenco delle attività necessarie che non sono soggette alle famose restrizioni.
Sul punto, opportunamente, si osserva che si tratta di provvedimenti che lasciano adito a numerosi dubbi circa la loro applicabilità in concreto, perché poco chiari ed esplicativi.
Da queste pagine ci uniamo, quindi, all’invito rivolto da più parti al nostro esecutivo di essere più chiari nella esposizione degli interventi che la battaglia al COVID-19 quotidianamente richiede.
Gli italiani oggi hanno bisogno di messaggi semplici e diretti: ci ascolti Presidente! W la Repubblica!