Le mutande hawaiane di Arbasino

Sono di sicuro la persona meno adatta a ricordare Arbasino scrittore, morto novantenne questo triste mese di marzo, perchè della scuola di Bassani. Bassani direttore editoriale di Feltrinelli non voleva pubblicare Fratelli d’Italia. Non corrispondeva alla sua idea di romanzo e davvero nemmeno alla mia. Eppure Arbasino merita più di una memoria per il suo spirito lieve, la sua ironia, il non sembrare mai prendere sul serio le cose che lo riguardavano. È stato scritto del suo anticonformismo straordinario in un paese in cui il conformismo è la regola prioritaria. Il suo tratto intellettuale era infatti particolarissimo, egli vedeva nelle cose quello che davvero nessun altro pensava di poter vedere. Al contempo nessuno vedeva Arbasino come era veramente. Se ne accorse Pasolini, troppo bacchettone per apprezzarne la versatilità e troppo spregiudicato per non criticarne la riservatezza. Arbasino racconta che invitato a prendere i bagni sul Tevere tra i ragazzi di vita frequentati da Pasolini venne rimproverato per essersi presentato in giacca e cravatta. Ma appena sfoggiò il suo costume da bagno hawaiano, tutti lo encomiarono. Anche Arbasino era trasgressivo nel vivere e nel pensare ma non lo amava mettere in mostra, per lo meno, non subito. La sua militanza parlamentare resa al Pri come indipendente dall’82 all’87 fu encomiabile, ma è anche chiaro che il suo interesse era di qualsiasi altro genere, culturale per Visentini, umano per Spadolini, ma il Parlamento lo detestava cordialmente. Non sopportava l’idea di stare in mezzo a gente che non conoscesse Gadda. La Jotti gli ricordava la sua istitutrice didattica alle scuole di Voghera. Anti cattolico, aveva una stampa di Maccari dove i preti infilano le mutande alle statue, spontaneamente anticomunista, di famiglia antifascista, la sua polemica politica era diretta alla polemica in quanto tale. Tutto sommato Craxi e Berlusconi li considerava principalmente come una fonte di reddito universale, ma non per lui che li disdegnava. Troppo volgari. Se vogliamo individuare un tratto evidente della sua personalità è l’indifferenza per il conto in banca. Licenziato dal Corriere si presenta da Piero Ottone con due bottiglie di champagne. Possibile che avrebbe fatto altrettanto, mai avesse potuto, anche lasciando questa terra. Tale era il personaggio che proponeva ai lettori di Umbero Eco un compenso professionale sulle vendite dei suoi bestseller.