L’Informazione è asservita a un disegno politico che va abbattuto

È una vergogna che su tutti i media, a cominciare dalla televisione di Stato, si costruiscano di continuo servizi che vanno di fronte ad ospedali, a pronto soccorsi ad intervistare infermieri, medici per cercare sfoghi, addirittura a fomentare i dissidi per costruire bollettini giornalieri di morti, di contagiati. Ogni presidente di giunta regionale fa la sua ordinanza, ogni sindaco pure in un bailamme di proposte in cui si ha l’impressione della spettacolarità, della ricerca di un consenso elettorale. Col risultato di non essere efficaci né sul piano del contrasto sanitario né sulla capacità di fermare il contagio. Questo perché si ha la sensazione che non ci sia un coinvolgimento vero di tutto il paese a cominciare dal Parlamento che è l’espressione della sovranità popolare.
Prima l’informazione ha nascosto la gravità, adesso si ha la sensazione che esasperi la situazione per allungare una situazione in cui il governo e il presidente del consiglio azzerano le responsabilità e si accreditino come i salvatori della patria.
24 ore di questa solfa in cui parlano infermieri, medici, etc. danno la sensazione che siamo in mano a operatori sanitari, che non sanno che dire. Virologi che si barcamenano in previsioni che si spostano sempre in avanti.
E intanto girano immagini di un paese chiuso in casa, che non produce, che è indisciplinato che fa intervenire l’esercito.
Si parla di governatori che emettono ordinanze. In periodi di emergenza, soprattutto in una emergenza come questa, si doveva nominare un commissario straordinario concordato in Parlamento e aboliti i poteri legislativi delle Regioni, fatto un decreto non che auspicava la disciplina, ma che garantiva la disciplina. Prima si sono fatti fuggire dalle zone rosse le popolazione, poi si sono tollerate le futili abitudini degli aperitivi, delle corse, degli assembramenti, delle feste per anziani etc. Etc.il virus ha contagiato ormai l’intero paese e c’è, adesso la corsa a ordinare ogni giorno una restrizione. Si ha la sensazione che l’incapacità serva a dare notizie giornaliere ad un’informazione irresponsabile che fa sfilare ogni sera le stesse persone che ormai confondono l’opinione pubblica senza fare l’unica cosa seria e cioè far capire quanta gente è morta ‘per’ coronavirus e quanta per altre patologie ‘col’ coronavirus.
Tra l’altro con protagonismi ridicoli tesi a tutelare il nome dei loro ospedali dopo che altri degli stessi ospedali erano in televisione a pontificare di una malattia che era poco più di un’ influenza e venivano invitati e citati per sdrammatizzare o negare la cosa facendo passare le preoccupazioni per atti di razzismo. Oggi vedete Sala che invoca l’esercito dopo che parlava di razzismo contro i cinesi, di apericena che andavano difesi, invitando Zingaretti a brindare. Hanno prima dato la sensazione che tutto fosse controllabile. Adesso è difficile spiegare che abbiamo migliaia di morti e il primato mondiale delle morti.
Una classe dirigente incapace che non sa gestire nemmeno l’emergenza che crea panico bloccando il sistema produttivo, che umilia i lavoratori autonomi con rimborsi di 600 euro meno di quello che si assegna col reddito di cittadinanza. Che non sa eliminare la burocrazia, preoccupata di rispettare la giungla di leggi. Occorre un commissario con poteri speciali del Parlamento che si assuma la responsabilità e parli al paese in modo veritiero. Non la politica del giorno fatta di appelli retorici da salvatore della patria. C’è da gestire una fase nuova. Mattarella che invita alla responsabilità le forze di opposizione, ma che dice al governo di ascoltare le opposizioni praticamente dice al governo che non può pensare di continuare ad ignorare il Parlamento e di pretendere che al Parlamento si sostituiscano pochi membri di commissione per poi, convocare l’aula e pretendere l’unanimità.
È ora di una fase nuova che deve azzerare l’esistente con un presidente del consiglio che sappia tener testa all’Europa e proponga sul piano di una politica economica europea ciò che in parte ha realizzato da presidente della BCE al di fuori anche dei compiti della banca stessa. Naturalmente parlo di Draghi che può garantire il governo per il tempo necessario ad impostare un piano di rilancio della nostra economia in un ambito europeo che rivede Maastricht, che rivede Dublino, che rivede il patto di stabilità e con eurobond a lungo termine consente una politica di ripresa a tutti i paesi europei.
Nel frattempo la politica faccia una legge elettorale proporzionale, si ritorni alla politica che rappresenta l’interesse generale e non la conquista del potere. In questo scenario la cultura politica del repubblicanesimo e il PRI ha molto da dire in modo autonomo e non subalterno.