La gaia scienza

Ha un effetto rassicurante vedere in televisione a tutte le ore immunologhi intenti a concionare nelle trasmissioni di attualità, perchè viene da credere che i medici non abbiano null’altro da fare. Su tutti il professor Galli che con le sue dirette è divenuto famoso almeno quanto Ronaldo. Il professore ci ha spiegato che l’incremento dei malati di Coronavirus a cui stiamo assistendo è indipendente dalle nuove misure restrittive prese dal governo e da lui approvate. Egli ha detto infatti che sarebbe un errore imputare questo incremento alle restrizioni, ma non ha detto che senza le restrizioni i contagi ed i decessi sarebbero stati maggiori, forse lo ha lasciato intendere. Ha detto invece che la scienza medica non può ancora essere sicura degli effetti positivi di queste misure nel lungo periodo. Per cui in pratica l’isolamento non è una terapia, è un test da fare sulla popolazione. Se il professor Galli sa quello che dice, la sua è posizione curiosa perchè i cinesi invece sono convinti della bontà dell’isolamento da lui ancora considerata da valutare. La ragione di questa osservazione nasce dal fatto presumibilmente che i nostri medici si rendono conto meglio di quanto abbiamo fatto i cinesi del rischio di un contagio di ritorno, ovvero che l’isolamento preserva dal contagio, ma non lo esclude successivamente finché il virus resta attivo. La medicina infatti ha detto tramite la sua organizzazione mondiale che questa non è un’epidemia, ma una pandemia, cioè qualcosa che interessa l’intera popolazione mondiale non che le passa sopra, per cui chi non contrae il virus oggi, lo contrae domani. Se fosse così, l’unica ragione utile dell’isolamento è il tempo necessario alla creazione di un vaccino, non fosse che se il tempo per la creazione di un vaccino dovesse attendere come è plausibile dai tre ai 5 anni ecco anche il tempo che durerà l’isolamento. Con la particolarità che non c’è bisogno di essere medico per sapere che non giova passare la vita chiusi in casa.