Antonio polito sul Corriere della Sera: «Non abituiamoci all’eccezione»

Sempre più numerosi le voci fuori dal coro dell’informazione scandalistica e innamorata degli autoritarismi cinesi in nome dell’efficienza. L’autoritarismo sanitario è anzi qualcosa da temere. La libertà personale non è un capriccio. «Attenzione a non cedere di un passo su conquiste di civiltà», abbiamo tra l’altro letto su Il Riformista.

Tra gli interventi più autorevoli sul tema della libertà quello di Antonio Polito sul Corriere della Sera. «Il rischio di una prolungata inazione della democrazia parlamentare sarebbe infatti quello di mitridatizzare un Paese sempre più indifferente e insofferente verso questa forma di governo che, pur essendo pessima, resta la migliore finora conosciuta. I “facciamo come in Cina”, il modello di autocrazia asiatica che l’epidemia ha rilanciato nell’opinione pubblica italiana e occidentale; la seduzione di un governo degli esperti che decida per decreto e in stato di emergenza; la possibilità concreta di controllare e guidare da lontano la vita anche privata dei cittadini che le nuove tecnologie garantiscono a chi è al comando, sono virus certo meno letali del Covid 19, ma che una volta inoculati nel tessuto della nazione potrebbero sfinirne la forza morale e il senso civico. In queste giornate eccezionali dobbiamo evitare, tra i tanti, anche il rischio di invaghirci di questo stato di eccezione, come se fosse comunque migliore della confusione e della polemica che le democrazie sempre portano con sé, e quasi rivelasse la tendenza a un’unità mistica del popolo che non ha più bisogno di dialettica politica, perché anche questo è “populismo”. Anzi: ci potremmo dire completamente guariti solo quando la vitalità caotica della società aperta sarà tornata tra noi».