La nuova stretta

Per affrontare con un minimo di adeguatezza una situazione come l’attuale servirebbero almeno due cose. Un’autorità medica nazionale capace di visionare la situazione, concentrarne i dati e valutarli ed un parlamento convocato in seduta permanente per rispondere di tutti i decreti che passano in testa al governo. Invece di un’autorità medica nazionale capace di parlare con una voce sola magari risparmiando alle televisioni i pareri diversi di ogni singolo medico che si prende una boccata d’aria, abbiamo una protezione civile che non sa far altro che leggerci dati che non ci dicono nulla sulla situazione e soprattutto non ci diranno nulla nemmeno nel caso migliorasse. Il problema non è infatti quando e se si contiene l’infezione, il problema è se questa si ripresenta una volta che è stata considerata finita l’emergenza. Se poi il governo ritiene che gli italiani per uscire di casa debbono farsi l’autocertificazione, deve fare un apposito decreto e presentarlo alle camere nel corso della stessa giornata in cui il decreto è stato scritto, articolo 77. Se lo annuncia alle dieci di sera che vuole farlo e lo presenta lo settimana dopo, il governo va denunciato alla corte costituzionale per inadempienza. Ogni singola misura di privazione della libertà dei cittadini, se dovuta a cause di necessità sarebbe dovuta essere scritta discussa e votata singolarmente, tenendo il parlamento convocato permanentemente. Il parlamento è stato mandato a casa ed il governo fa quello che gli pare. In pratica l’Italia in questo momento è governata dai medici in corsia, i quali non hanno nemmeno le strutture sufficienti per la bisogna. Sono morti più da noi che in altri paesi, certo, se tu assali 12 posti letto in 120, è inevitabile che almeno 50 che hanno bisogno di cure immediate siano esposti a rischio e così si spiega l’ecatombe. Invece di concentrare le poche risorse sulla situazione ospedaliera e chiedere quindi di aumentare la produzione e non diminuirla, abbiamo bloccato il paese e dato soldi persino ad Alitalia quando gli aerei devono restare a terra. Ma abbiamo contenuto il virus. Manco per sogno, primo lo si è diffuso con gente che scappava dalle zone rosse, poi abbiamo chiuso tutto il paese e abbiamo bisogno delle consulenze cinesi e cubane per sigillarlo, per cui il virus come è chiaro continua a diffondersi lo stesso e soprattutto il virus ritornerà domani, per cui non si capisce cosa cavolo stiamo facendo. Tutto rimarrà chiuso fino a che la situazione non diverrà sicura, ha detto serafico nell’inconsapevolezza che li contraddistingue un esponente del governo. Questa sicurezza non vi sarà mai, se non fra vent’anni forse.