Hegel e la tradizione repubblicana

L’Hegel degli Scritti giovanili, si sofferma molto su quel complesso organismo che è il popolo e “degli attributi che gli convengono” come annota Enrico De Negri: fantasia, forza, entusiasmo, gioiosità dell’individuo, anche nel sacrificio, senza aspettare nulla oltre la vita terrena, giacché il singolo appartiene alla sostanza donde è fiorito e in cui è in ogni momento perfetto. «E soprattutto libertà, libertà non per separazione, ma per integrazione e perciò tutelata nella forma repubblicana dello Stato».

«Il libero repubblicano che nello spirito del suo popolo spiegava le sue forze per la sua patria e offriva la sua vita, facendolo per dovere, non stimava la sua fatica così alta da poterne chiedere in contraccambio potere e indennizzo»

«Lo Hegel giovane accogliendo e trasformando un motivo dei tempi è repubblicano, perché, come comandava una scuola politica settecentesca, il monarca, quand’anche non si faccia tiranno, distrugge la naturale eguaglianza tra gli uomini, e più perché la distanza tra il monarca e i sudditi disgrega la compattezza sulla quale poggia il valore del popolo nuovo, unito all’origine, prima di ogni impegno contrattualistico»

«Nella repubblica si vive per una idea, nelle monarchie sempre per la singolarità»

«Il grande spirito volge nella repubblica tutte le sue forze fisiche e morali alla sua idea: tutto quanto il suo circolo d’azione ha unità»

«La riflessione politica è qui una volta di più la fucina di problemi metafisici. Il raccostamento del concetto di stato repubblicano (cioè di libertà) con il concetto di unità, offre gli elementi nei quali consiste la dottrina hegeliana della libertà come fusione di forma e aumento di contenuto. Intorno a questi nucleo volteggiano dei termini nuovi, segno di nuovi sviluppi mentali: l’ ‘idea’ contrapposta molto significativamente alla singolarità, e lo ‘spirito’ armonizzato altrettanto significativamente con il popolo».