Un consiglio (non richiesto) a Salvini e Meloni

Oggi lo spread BTP-Bund oscilla continuamente intorno ai 300 punti, elemento questo che può incominciare a creare qualche concreta difficoltà al sistema economico italiano. È difficile comprendere il motivo di tale incremento; non è giustificato perché la BCE, nella sua ultima recente riunione, ha deliberato due interventi molto efficaci dal punto di vista della tenuta del debito pubblico italiano: il consistente incremento del Quantitative – easing (120 MLD di euro in più per l’acquisto di titoli del debito pubblico dei paesi dell’area Euro), l’annuncio di voler procedere tempestivamente al lancio di una nuova asta per il finanziamento di TLTRO (ammontare di euro che viene messa a disposizione del sistema bancario privato al tasso sostanzialmente zero). Ciò significa che non dovrebbe esserci all’orizzonte alcun problema di crisi della liquidità del sistema Italia. Necessariamente quindi il dato preoccupante sullo spread non può che discendere da una valutazione problematica di ordine essenzialmente psicologico che i mercati finanziari, in analogia a quella conseguente all’improvvida dichiarazione della Lagarde sul contenimento della dinamica dello spread, portano avanti pensando all’ingente debito pubblico in essere ed in prospettiva che caratterizza il nostro Paese. Ragionevolmente si può ritenere che la causa scatenante di tali incomprensibili reazioni non può che discendere da inconsulte e temerarie dichiarazioni messe in campo da alcuni dirigenti politici della Lega e di Fd’I (certamente non direttamente dai leader dei due partiti), che hanno pensato bene di poter, in modo temerario , lanciare proclami perniciosi in due direzioni: riaprire la polemica strumentale e corrosiva contro il MES; prospettare insostenibili aumenti dell’indebitamento per il 2020, anche al di fuori (e se del caso anche contro) di un piano finanziario sostenibile e concordato con le istituzioni comunitarie europee; ed in ciò forse anche obnubilati dal serio, razionale, e collaborativo comportamento messo in atto dalla commissione UE con riferimento al recente decreto legge di 25 MLD di euro, tutto in deficit. Verrebbe da pensare che il comportamento temerario ed arrogante messo in atto dai dirigenti politici di cui sopra non possa che discendere dalla carente ed in ingiustificata valutazione del rischio finanziario che è comunque connesso all’intervento messo in campo dal governo a sostegno dell’economia italiana; soprattutto quando questo intervento dovesse essere effettuato non in un contesto coordinato e concordato con le istituzioni europee, bensì come autonoma (e contrapposta?) determinazione del governo nazionale. L’incremento consistente del debito pubblico italiano che si creerà a seguito degli interventi già varati, e di quelli che ancora nei mesi successivi dovranno essere assunti per impedire una mortale recessione del nostro sistema economico, potrà superare le forche caudine dei mercati finanziari mondiali, e quindi reggere l’impatto dello spread, solo se l’azione del governo italiano verrà valutata come una parte significativa di un ampio e consistente piano Keynesiano che si svolge nella cornice di precisi riferimenti comunitari. È per questi motivi che ci permettiamo di suggerire a Salvini ed alla Meloni la messa in campo di un corso di formazione e di addestramento per quei dirigenti dei loro partiti del tutto digiuni delle elementari nozioni di politica economica propri di un paese occidentale, democratico, industrializzato. Nel frattempo consigliamo loro anche di imporre l’assoluto silenzio per non danneggiare irreversibilmente il nostro sistema paese.