Quando gli italiani rimpiangeranno il fascismo

A distanza di cent’anni, ne mancano solo sue all’anniversario della marcia su Roma, il fascismo verrà guardato con minore estraneità di quella che si crederebbe. Era Ferruccio Parri a polemizzare con Croce già nell’immediato dopoguerra per non ridurlo ad un semplice accidente della vita politica italiana. Il fascismo ne era qualcosa di estremamente rappresentativo ed emblematico, altrimenti non sarebbe durato vent’anni. D’altra parte lo stesso Croce durante il fascismo scriveva che lo spirito non poteva esser messo in catene, che significava che tutto il resto, complessivamente, sì, si poteva. Non stupiamoci che vi siano dei buoni emuli della dittatura fascista ancora oggi. Il duce amava che gli si desse ragione e questa caratteristica tutta mussoliniana, Hitler e Stalin preferivano di gran lunga tiranneggiare, si è mantenuta in gran parte dei governi della Repubblica, dove è sempre stato difficile trovarne qualcuno che mai pensasse di essere in torto. Almeno però la Repubblica rispetto al regime garantiva le libertà democratiche, che non prevedono solo di andare al ristorante, ma il diritto di sciopero, la pubblica riunione, e pensate l’opposizione, dire non sono d’accordo. Cose tutte cancellate dall’attuale governo con suprema indifferenza, perché come spiega il ministro Castelli in un’intervista alla Repubblica nella fase di una pandemia “prevale l’articolo 32 della Costituzione sul diritto alla salute”. Questa del ministro è una valutazione che va trasmessa alla Suprema Corte Costituzionale, l’unica deputata a valutare se nella costituzione vi sono articoli che prevalgano su altri, o articoli che sono validi solo in quanto compatibili con tutti gli altri. Che il ministro Castelli non comprenda esattamente la questione, è chiaro quando dice che “lo Stato garantisce la Costituzione anche per quelli che non vogliono capire”, si riferirebbe a noi ma in realtà perla di lei. E chiosa anche ad un giornalista che non osa aprire bocca, “Pensi un po’: tuteliamo pure loro”. No, tutela soltanto se stessa e i suoi colleghi, tanto da dirsi pronta a prendere “altri provvedimenti” di tipo restrittivo alla circolazione e alla mobilità di quelli che sono stati finora presi. Il che significa che ci vorrà un’autorizzazione governativa per recarsi dal salotto al bagno. Mancano solo due anni sulla marcia su Roma, il tempo di rimpiangere il fascismo. Era più liberale di questi.