Michele Polini: «Il 17 marzo tutti vicini e solidali»

Il 17 marzo festeggiamo tutti la Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera. Una ricorrenza, che coincide con la proclamazione dello stato unitario nel 1861 e che quest’anno assume un valore simbolico ancora e deve farci sentire più che mai vicini e solidali, “anche nella distanza alla quale siamo costretti dall’isolamento”, come puntualizza il sito del Grande Oriente d’Italia che dedica molto spazio alla ricorrenza.

«Questa giornata», leggiamo, «è diventata festività civile con la legge n. 222 del 23 novembre 2012, con l’obiettivo di ricordare e promuovere i valori di cittadinanza e riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso la memoria civica al fine di far conoscere gli eventi e il significato del Risorgimento, nonché di meditare sulle vicende che hanno condotto all’Unità nazionale, alla scelta dell’Inno di Mameli e della bandiera nazionale e all’approvazione della Costituzione, anche alla luce della storia europea».

La completa unificazione del territorio nazionale avvenne comunque solo negli anni seguenti: nel 1866 vennero annessi il Veneto e la provincia di Mantova, nel 1870 il Lazio e nel 1918 il Trentino-Alto Adige e la Venezia Giulia».

I 50 anni

Nel 1911, tra i mesi di marzo ed aprile, fu celebrato il 50º anniversario della nascita del Regno d’Italia con una serie di mostre a Roma, Firenze e Torino. In quest’ultima città si tenne l’Esposizione internazionale dell’Industria e del Lavoro. Nella capitale, il cui sindaco a quel tempo era il fratello Ernesto Nathan, che fu anche Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, venne organizzata l’Esposizione etnografica delle regioni (inaugurata il 21 aprile) e la Rassegna internazionale d’arte contemporanea, fu inaugurato il Vittoriano, il ponte “Vittorio Emanuele II” e, sul Gianicolo, il faro degli italiani di Argentina. A Firenze si tenne da marzo a luglio la “Mostra del ritratto italiano dalla fine del XVI secolo al 1861” e l’Esposizione internazionale di floricoltura. Il materiale esposto alla Mostra Etnografica di Roma del 1911 fu successivamente raccolto ed è attualmente esposto nel Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari (MAT) a Roma.

In occasione delle celebrazioni del cinquantenario fu pubblicato anche il volume “Le tre capitali: Torino-Firenze-Roma” scritto da Edmondo De Amicis nel 1898. Il 1º maggio 1911 fu emessa una serie di francobolli per commemorare l’avvenimento appunto nota come Cinquantenario dell’Unità d’Italia.

L’Accademia dei Lincei, sotto la guida di Pietro Blaserna produsse l’opera “Cinquant’anni di storia italiana” formata da tre volumi nei quali era descritta la storia politica, economica e della vita civile d’Italia dal 1861 al 1911.

Il centenario

Le celebrazioni del centenario iniziarono nel 1959 con la visita in Italia del generale De Gaulle, dal 23 al 27 giugno a celebrare il ricordo dell’alleanza franco piemontese che permise la vittoriosa seconda guerra d’indipendenza italiana, che costituì la molla, da cui nel volgere di due anni avvenne l’unificazione nazionale. Durante questa visita furono organizzate manifestazioni sui campi di battaglia di Magenta, Solferino e San Martino e visita dell’altare della Patria a Roma. Nel 1961, in occasione della ricorrenza vera e propria, a Torino furono organizzate tre rassegne: la Mostra Storica dell’Unità d’Italia, la Mostra delle Regioni Italiane e l’Esposizione Internazionale del Lavoro conosciuta anche come Expo 1961. Roberto Rossellini, regista di numerosi film aventi come oggetto periodi o personaggi storici d’Italia, diresse due film centrati sul Risorgimento: il celebrativo Viva l’Italia!, in cui ricostruisce la spedizione dei Mille, e il più intimista Vanina Vanini, ambientato ai tempi dei moti carbonari.

150 anni

In occasione del 150º anniversario, che è caduto nel 2011, sono stati organizzati festeggiamenti i in tutta Italia e il 17 marzo è stata proclamata festa nazionale. Le celebrazioni sono inziaite a Quarto dei Mille, luogo dal quale il 5 maggio del 1860 partì la spedizione di Giuseppe Gari baldi. Al taglio del nastro l’allora presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, insieme alle più alte cariche dello stato. Il loro scelto per lo storico anniversario le tre bandiere italiane rappresentanti il 50º, 100º e 150º anniversario dell’Unità d’Italia. Il simbolo ha lo scopo di ricordare il coraggio, il sogno e la gioia che caratterizzarono il processo unitario, ed è stato disegnato ispirandosi al volo degli uccelli, a delle vele gonfie e alle feste.

Sull’argomento abbiamo intervistato Michele Polini, segretario dell’unione romana del PRI.

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