Fusignani: «Chi cita a vanvera la Costituzione per non so quali scopi deve essere espulso dal Pri»

Sono i giorni caldi. Quelli vicini al ‘picco’. Dopo, sarà lecito cominciare a tirare un sospiro di sollievo. I primi dati che fanno ben sperare cominciano ad esserci, ma bisogna continuare ad affrontare il problema con serietà. Un problema di emergenza sanitaria che lascerà ferite in campo sociale e soprattutto economico. Nel testo del maxi-decreto “Cura Italia” si prevede una iniezione di sostegno di 25 miliardi, più risorse al Fondo di garanzia per le Pmi. 85 milioni sono previsti per il sostegno alla didattica a distanza. Un’indennità di 600 euro a marzo per oltre 4,8 milioni di autonomi, che, come anticipato dal ministro Catalfo, potrà essere prorogata in un successivo decreto e vale circa 3 miliardi. Interessa liberi professionisti titolari di partita Iva (attiva al 23 febbraio), co.co.co iscritti alla gestione separata, autonomi delle gestioni speciali Ago, commercianti e artigiani, stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (senza lavoro dal 1° gennaio 2019), operai agricoli a tempo determinato (con 50 giornate lavorate nel 2019)e lavoratori dello spettacolo (con almeno 30 contributi versati al Fondo pensioni e redditi entro 50mila euro).

Eugenio Fusignani, vicesegretario vicario del Pri, è con Corrado De Rinaldis Saponaro: «Questa crisi ci rafforzerà come comunità», ha detto. Ma rincara la dose sulla polemica intorno alla sospensione delle garanzie costituzionali. «Chi la porta avanti, e duole constatare che sono amici del Pri, o non conosce la Costituzione oppure la Conosce e parla a vanvera. E dovrebbe essere espulso dal Pri».

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