I Giovani Repubblicani duri con l’Europa: «Muri e indifferenza»

«L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione». Così il presidente Sergio Mattarella.

«Noi Giovani Repubblicani, visto l’ostruzionismo e l’indifferenza dei paesi che compongono l’Unione Europea, ci uniamo all’appello mandato dal Presidente della Repubblica», scrive il segretario Marco Spina. «Con l’auspicio che, durante questa terribile crisi, l’Europa voglia mostrarsi come esempio di collaborazione e solidarietà, un vero banchetto delle nazioni sorelle. Perciò ci chiediamo se questi stati siano uniti come petali di denti di leone, pronti al primo sospiro a dividersi, oppure compatti come la roccia. L’auspicio è che nessuno ci ostacoli per salvare la nostra, già fragile, economia. Se necessario con ingenti aiuti di stato, in egual modo a quanto ha annunciato il governo tedesco in queste ore. Ergo: tenendo “La Teoria Generale di Keynes” sotto braccio e non guardando ad insulsi, quanto ora inopportuni, vincoli di Bilancio. Pertanto teniamo a sottolineare che, con questa crisi, è finita la teoria magica del mercato che si autoregolamenta da solo.
Serve lo Stato che, soprattutto in questi momenti, guidi l’economia in nome di quell’Interesse Generale di cui tanto parlava Ugo La Malfa».