COSA DEVE FARE E PUO’ PENSARE IL PRI

Sono perfettamente d’accordo con il segretario nazionale e il vice segretario vicario sull’esigenza di assoluta compostezza del partito negli attuali frangenti che richiedono solidarietà verso le sofferenze della popolazione e scrupolosa applicazione dei decreti del governo. Credo che se avessimo potuto svolgere la direzione sarebbe servito un documento di poche righe in questo senso con il solo invito al presidente del consiglio di comunicare ulteriori iniziative e decreti straordinari dalle aule delle camere e non dalla sala conferenza stampa di Palazzo Chigi, ma senza nessuna acredine, un consiglio amichevole che si da a chi non ha la sufficiente esperienza per capire differenze di questo genere. Fatto questa, l’amministrazione ordinaria del partito, la discussione fra noi deve essere molto analitica. È difficile immaginare nella storia della Repubblica una sequela di errori come quelli commessi dal governo, tanto che sto stilando un rapporto circostanziato che qui esporrò solo rapidamente. Prima cosa noi non sappiamo esattamente cosa sia successo a Whuan, potrebbero da quello che dichiarano persino non saperlo le autorità cinesi. È più che plausibile invece che come ha scritto il China Morning Post di Hong Kong della settimana scorsa il paziente zero è stato registrato negli ospedali di Wuhan i primi del novembre scorso. Per cui tutte le misure di restrizione introdotte sono pressoché inutili in quanto come si è visto il virus circolava liberamente da noi almeno da dicembre e non c’è un modo per rintracciarlo per cui chi appare completamente sano potrebbe benissimo essere un portatore asintomatico. Non solo ma chi lo contrae anche alla prova del tampone potrebbe apparire sano almeno nella prima settimana. Possiamo ovviamente confidare che l’isolamento coatto possa rallentare quindi un processo che si è già innescato precedentemente ma non estinguerlo. Non lo può estinguere per la semplice ragione che questa l’Oms non l’ha definita una epidemia, ma una pandemia, che non significa come si pure dice che il virus ha una scala di diffusione mondiale, ma che colpisce l’intera popolazione mondiale. Per cui se oggi è in grado di raggiunger il 60 per cento e poi si ferma in qualche modo, domani colpisce il restante 40, questo è il significato di una pandemia, per cui è inutile che i virologhi se la prendono con Johnson che è l’unico premier europeo a capire il greco antico e che quindi si rende conto che non è possibile non essere esposti. Si potrebbe anche richiuderci sotto terra in attesa di un vaccino ovviamente, solo che non sappiamo quanto tempo ci vuole per fare un vaccino e sotto terra si rischia di crepare comunque a starci a lungo. Questo è il secondo errore del nostro governo, che non si rende conto dei danni alla salute che provoca l’isolamento coatto in particolare ai bambini. I rischi che i bambini non corrono con la pandemia di corona virus, sembrano più immuni, infatti, li corrono, di altra natura, con l’isolamento. Colpisce negativamente questa leggerezza complessiva di giudizio del governo prima di quella mostrata nei confronti della nostra costituzione, che non è quella della repubblica cinese. Anche qui Trump e Johnson per lo meno hanno mostrato una certa riottosità all’idea che grandi democrazie seguissero la terapia indicata da un paese che tutto è fuorché democratico. Noi siamo subito diventati cinesi, il primo fra tutti il governatore Fontana che voleva con il concorso del ministero della Sanità isolare il lodigiano. Ora con tutta la buona volontà per isolare il lodigiano una persona di media intelligenza non si rivolge al ministro Speranza, ma fonda le SS Panzer Gruppen, e elettrifica chilometri di filo spinato. Puoi isolare Wuhan che è in mezzo alle risaie come fai a isolare una provincia italiana, altrimenti? Devi chiamare i paracadutisti, perchè la gente fugge la notte ed è fuggita, come è fuggita a Milano. Un governo che fa un decreto come quello su Milano non si preoccupa di fermare i treni che ancora viaggiano. Come ci si fa a lamentare della popolazione che li prende? La nostra gente è stata educata ad essere libera nei suoi spostamenti e l’articolo 16 della Carta dice che tu puoi impedire l’accesso ad una zona per ragioni sanitarie, ma non impedire la fuga di chi vi si trova, altrimenti si crea un ghetto e nel caso di pandemia, un crimine contro la popolazione civile, che poi è il mio giudizio complessivo nei confronti di questo governo, un governo cui bisogna liberarsi il prima possibile.