Collura: «Un piano keynesiano, ma europeo, per uscire dalla crisi»

Il 12 marzo del 2020 passerà alla storia: è stato, il IlSole24Ore il giorno peggiore per i mercati finanziari. IL FTSE MIB di Piazza Affari non aveva mai perso in una sola seduta il 16,92%, Anche gli indici statunitensi hanno ceduto in media l’8%. Il giorno del ribasso più violento della storia dei mercato, peggio del 1987 e peggio del crack di Lehman Brothers nel 2008. Occasione (anche) una frase della presidente della BCE Christine Lagarde che ha dato l’impressione che la BCE non sia disposta a sostenere in paesi in difficoltà. «In realtà», osserva Saverio Collura, membro della direzioneNazionale del PRI, «la BCE già aveva fatto qualcosa. È stata una frase infelice e largamente equivocata». Il dietrofront peraltro è stato quasi immediato: «Lo spread alto è un danno». La Bce può “concentrare gli acquisti di titoli di Stato” su “un unico Paese” per fare fronte alle turbolenze dei mercati derivanti dall’emergenza Coronavirus. Lo ha detto venerdì mattina il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco intervistato a Bloomberg Tv. Le parole di Visco sono dirette ai mercati che, a suo dire, hanno “sottostimato” le decisioni di politica monetaria assunte giovedì dalla Banca centrale europea. Mercati che in effetti si stanno riprendendo dallo choc.

Quel che è certo però, e Collura lo stava sottolinenando in diversi interventi, anche su L’Iniziativa Repubblicana, «da questa crisi non ne usciamo senza un grande piano keynesiano, europeo non italiano».

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