Siamo fuori dalla Costituzione!

Quando Salvini chiese pieni poteri, intendendo i voti necessari per governare, ci fu un sollevamento di tutta la sinistra, di tutti gli intellettuali di sinistra e liberal-democratici, dei giornalisti di regime.
Lo chiamarono fascista invocando il fatto che il governo è un organo esecutivo mentre il Parlamento è l’organo legislativo e che quindi il governo
può solo eseguire volontà e decisioni prese dal parlamento.
Questo governo con un decreto dopo l’altro è andato ben oltre
i suoi limiti costituzionali.
Di fatto ha esautorato il Parlamento assumendo il ruolo di legislatore, di esecutore, di controllo seppure di un ’emergenza come quella sanitaria che andava gestita in altro modo fin dall’inizio dando al Parlamento il giusto ruolo e che nominando un commissario esterno al potere esecutivo garantiva l’indipendenza dei tre poteri. Siamo allo stato di polizia, perché un conto è che un commissario super partes porti provvedimenti d’urgenza al Parlamento e parli da subito il linguaggio della chiarezza e della verità e un conto è che si facciano sei decreti in 10 giorni dosandoli sulle esigenze politiche di volta in volta in un crescendo di provvedimenti che sconcertano l’opinione pubblica italiana e mondiale. Il governo doveva gestire solo l’aspetto delle risorse a deficit, tutte quelle necessarie, invece di uno stillicidio di preoccupazioni per non urtare la sensibilità dei partners europei. 3,5 poi 7 poi 12 poi 20.
L’emergenza sanitaria invece andava da subito gestita da un commissario assieme alla comunità scientifica nazionale ed internazionale. Non si può sentenziare che solo un regime autoritario come quello cinese può gestire un’epidemia, o una pandemia perché noi sentenziamo la sconfitta della democrazia.
Provvedimenti severi anche come quelli cinesi dovevano essere il frutto di provvedimenti che rispettano la Costituzione. Non si può distruggere l’idea che la virtù civile è il frutto di un rapporto chiaro e trasparente fra il governo e la sovranità popolare che si esercita attraverso il Parlamento. Le stesse cose passate attraverso il Parlamento avrebbero dato il senso di legittimità costituzionale e di impegno patriottico verso il bene comune.
Avrebbero sollecitato ed ottenuto quel senso di responsabilità verso l’interesse generale che solo un voto Parlamentare unito può chiedere.
Invece è stato chiesto al Parlamento solo di approvare le misure finanziarie e non dei provvedimenti necessari che sono stati decretati dal governo, con Conte che di fatto ha fatto il Commissario unendo in se potere legislativo, esecutivo e di controllo. Ben oltre i pieni poteri di Salvini. In questo si è inserito un conflitto latente colle Regioni, che emettono provvedimenti a loro volta non chiari, contraddittori. L’emergenza sanitaria non richiede mediazioni occorre che chi ha la competenza e l’esperienza per gestire situazioni d’emergenza parli chiaro e chieda misure che il potere politico deve mettere in atto. Un commissario che abbia la fiducia di tutto il Parlamento è figura diversa da un capo di governo. Fiducia temporanea e limitata al tempo necessario per risolvere il problema.
Decidere invece di assimilare un potere senza limiti nelle mani di un potere esecutivo è andare ben oltre la Repubblica Parlamentare.
Costruire un vulnus alla Costituzione crea un precedente molto pericoloso perché le emergenze possono essere di vario titolo e se si può esautorare
Il Parlamento una volta perché non poterlo fare ancora?
La vicenda ha messo in evidenza anche l’assurdità di avere messo in Costituzione il pareggio di bilancio dando una rigidità alla politica che non può e deve essere vincolata da norme assurde in casi di necessità. Conte e il PD se ne fregano di rispettare la Costituzione loro si preoccupano di conservare e gestire il potere anche oltre i limiti e le prerogative costituzionali.
Loro si preoccupano di far stilare bollettini giornalieri della situazione e di andare in televisione a fare appelli retorici al senso di responsabilità dei cittadini a restare a casa. La privazione della libertà anche se temporanea può essere accettabile solo se i passaggi che garantiscono le libertà previste dalla Costituzione vengono preservate rispettandole.
Diversamente il rischio è quello di indebolire e recidere la fiducia nella democrazia sostituendola con l’assuefazione a regimi “cinesi”.