Fusignani: «O siamo fuori dalla Costituzione o siamo matti a sostenerlo»

«Leggere di repubblicani non trovano di meglio da fare che attaccare un governo impegnato a fronteggiare un’emergenza Coronavirus che sta inginocchiando il mondo intero fa veramente male, soprattutto quando si legge di strumentali attacchi che fanno riferimenti a presunti superamenti dei limiti costituzionali».

Scrive Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale vicario del Pri. «Posizione che in tutta evidenza pare essere ritenuta difficile da sostenere perfino da dei professionisti dell’insostenibile come i fiammati neomissini della Meloni.

E allora, quand’anche la singolare posizione espressa da certi repubblicani fosse minimamente condivisibile (e non lo è in nulla) il solo paragonare un governo che lavora per arginare un evento di proporzioni immani, con un qualsiasi Salvini che lavora per distruggere quel poco di credibilità che ancora ha il Paese denota o la totale mancanza di conoscenza dell’ABC istituizonale oppure un’assoluta malafede.

Infatti, confondere i “pieni poteri “invocati da Salvini per poter scorrazzare libero dal Papeete con mohjito a Lampedusa per tenere in mare pochi disgraziati, con le misure straordinarie che devono essere messe in campo allo scopo di proteggere l’unico bene imprescindibile per una democrazia, vale a dire la salvaguardia della salute dei suoi cittadini, non è solo operazione di bassa macelleria politica ma anche azione di scarsa etica politica.

Anzi, proprio per la tutela della salute pubblica così come per ragioni di sicurezza pubblica (il caso Moro dovrebbe rievocare qualcosa in chi ha come qualche lustro sulle spalle!) è quanto mai necessario restare dentro i confini previsti della Costituzione che, con la saggezza dei costituenti, aveva previsto attraverso l’Art. 16 anche la sua limitazione.

Quindi nessun vulnus costituzionale ma semplicemente l’applicazione di misure straordinarie già previste dalla Costituzione.

Il vulnus, invece, sarebbe stato determinato da quei pieni poteri invocati per ragioni politiche, cioè quelli che invocava con superficiale disprezzo per Costituzione, istituzioni repubblicane e cittadini, un turista della democrazia come Salvini.

Un’ultima riflessione che attiene al comportamento responsabile di chi, come noi, si richiama alla tradizione di pensiero del Mazzinianesimo Repubblicano.

Vale a dire che quando si è in piena emergenza, costruire e alimentare, o peggio, seguire, polemiche contro le istituzioni che lavorano non è azione contro le istituzioni ma contro se stessi.

Dunque non solo una deprecabile azione di dubbia moralità politica ma soprattutto una stupidaggine politicamente suicida».