Se non ora, quando?

È questo il momento per una seria, vasta, e forte politica Keynesiana per sostenere il reddito ed il potere di acquisto dei cittadini, nella possibile situazione di crisi congiunturale dell’offerta, collegata al contesto globale della catena della produzione. Ma deve essere un intervento congiunturale Keynesiano che si articoli e si concretizzi in un progetto di politica economica che veda insieme impegnati la BCE, la UE, ed i Paesi dell’area euro. Per la positiva riuscita dell’iniziativa, i soggetti prima indicati devono voler assumere un ruolo definito ed efficace per il conseguimento dell’obiettivo strategico della vittoria dell’Europa sui pericoli attuali ed in prospettiva, e sui problemi che va ponendo l’esplosione di Covid – 19. Se tutto ciò potrà realizzarsi, allora la conclusione dell’emergenza in atto innescata dal “corona virus” ci consegnerà una nuova UE, integrata culturalmente-politicamente-economicamente-socialmente. Diversamente, oltre alla probabile pandemia, potrebbe anche concretizzarsi una complessiva stagnazione dell’Europa. Ovviamente il presupposto necessario deve essere la chiara e manifesta volontà da di far vincere, a qualunque costo, l’Europa politica rispetto all’emergenza sanitaria; e concretizzare così un significativo quadro politico comunitario, in alternativa all’insidia degli Stati sovranisti. Definito l’obiettivo strategico comunitario, i compiti operativi dei vari attori protagonisti dovranno essere chiari, definiti, concordati ed accettati. La Ue deve poter indicare le coordinate per garantire una cornice di ampia ed espansiva politica fiscale; la BCE deve assicurare una politica monetaria di possibile accentuazione, se è necessaria, del “Quantitative Easing”; mentre gli Stati dovranno operare al loro interno, ovviamente nell’ambito dei riferimenti fiscali e monetari prima prospettati, con interventi tempestivi, efficaci e correlati alle specificità ed alle problematicità di ogni singolo Paese; necessariamente definiti e concordati nel contesto comunitario europeo. Chiaramente nessun tetto finanziario può essere preventivamente vincolato e/o imposto alla portata complessiva del progetto stesso: è questa certamente una condizione necessaria. Una iniziativa complessiva e così ambizioso sarebbe certamente in grado di sollecitare la mobilitazione generalizzata dei cittadini dell’Europa; concretizzando il salto di qualità necessario per ottenere il coinvolgimento sociale nel progetto della costruzione degli Stati Uniti d’Europa.